Estratto dalla Seconda Parte di Anna Karenina di Lev Tolstoj. Il brano è incentrato sulla trasformazione di Kitty Šcerbackaja.
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.
Da ANNA KARENINA di Lev Tolstoj
Kitty Šcerbackaja: oltre lo specchio della vanità
M.lle Varen’ka, pur essendo giovane, sembrava un essere senza giovinezza e le mancava quello che abbondava in Kitty: un fuoco di vitalità contenuta e la coscienza del proprio fascino. Sembrava tutta raccolta in qualche cosa di cui fosse certa in modo assoluto e non potesse pertanto interessarsi a nulla che ne fosse al di fuori. Questo contrastava con quello che era nell’animo di Kitty e l’attirava verso di lei. Kitty sentiva che nell’altra, nel suo modo di vivere, avrebbe trovato un esempio di quanto ora tormentosamente cercava: l’interesse alla vita, il valore della vita all’infuori e al di là delle relazioni mondane tra una ragazza e gli uomini. Tali relazioni erano ormai diventate odiose a Kitty e le apparivano come un’umiliante esposizione di merce in attesa del compratore.
— Ditemi — chiese una sera Kitty all’amica — è possibile sentire come un’offesa il fatto che un uomo ha disdegnato il vostro amore, che non l’ha voluto?
— Se lui si fosse comportato così di propria volontà — rispose Varen’ka — egli avrebbe agito male, ed io avrei avuto pena di lui. Ma perché mai l’offesa dovrebbe essere vergognosa? Non potevate certo dire a un uomo, cui voi eravate indifferente, che l’amavate.
— Non l’ho detto; ma egli ha capito — ribatté Kitty. Ci sono degli sguardi, ci sono degli atteggiamenti! Vivessi cento anni, non potrò dimenticare la vergogna.
— Ah, se tutti fossero sensibili come voi! — disse Varen’ka. Non vi è una ragazza cui ciò non sia accaduto; ma tutto questo è così poco importante.
— E che cosa mai è importante? — chiese Kitty, guardando il viso di lei con curiosa attenzione.
— Ah, molte cose sono più importanti — rispose Varen’ka, portando con sé il segreto di quella invidiabile, dignitosa pace.
Grazie a questa amicizia, a Kitty si era aperto nell’anima un mondo del tutto nuovo, elevato, dal quale guardare con serenità al passato. Ebbe la rivelazione che oltre alla vita istintiva, alla quale ella si era finora abbandonata, esisteva anche una vita dello spirito. Questa vita era rivelata da una religione altissima, misteriosa, che non si esauriva nel solo assistere alla messa, ma che si poteva amare. Osservando Varen’ka, Kitty aveva compreso che bastava solo dimenticare se stessi e amare gli altri per essere calmi, felici e sereni. Avendo ora chiaramente conosciuto quale fosse la cosa più importante, Kitty non si accontentò di ammirare, ma subito si diede con tutta l’anima a praticare questa nuova vita che le si era dischiusa.
Questo passaggio rivela quanto possa essere concreta e vicina a noi un’eroina letteraria. La protagonista affronta il dolore del rifiuto amoroso per approdare a una nuova consapevolezza. La sua identità non ha più bisogno dello sguardo maschile per definirsi, trovando la propria forza e la propria libertà nella ricchezza interiore.
Cinzia Inguanta
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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