“Un libro e …” – I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante

I giorni dell'abbandono
Tornano i consigli del venerdì a cura di Sara Simoni che, per questo fine settimana, propone un romanzo e un film che raccontano un dolore sconvolgente che si confonde con il rancore, con l’infelicità e con lo spaesamento.

La mia proposta per questo venerdì è I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante (edizioni e/o, 2002), secondo romanzo della misteriosa scrittrice napoletana. La protagonista è Olga, moglie di Mario e madre di due figli, che vive una vita tutto sommato tranquilla. Un pomeriggio di aprile, inaspettatamente, dopo quindici anni di matrimonio, è lasciata dal marito che si giustifica dicendole che ha un «vuoto di senso» che non è in grado di colmare. Ben presto si scopre che il vuoto di senso ha un nome, si chiama Carla, è appena maggiorenne e Mario ha perso la testa per lei. Tutto questo trascinerà Olga in una profondissima crisi interiore che la obbligherà a fare un duro lavoro su se stessa. Le difficoltà nel gestire quotidianamente la casa, i figli e il cane divengono insormontabili, in una vita in perenne affanno. Tutti i gesti che prima risultavano scontati diventano estranei al suo essere, fino a quando non inizia il suo personale percorso di risalita grazie anche all’aiuto del suo vicino di casa, il musicista Aldo Carano.

i giorni dell'abbandonoL’abisso nero in cui cade Olga dopo essere stata lasciata da Mario la scaraventa in un vortice nel quale perde il proprio autocontrollo e dove incontra parti nuove e oscure di sé. Sperimenta sentimenti fino a quel momento sconosciuti. Perde ciò che fino a quel momento è stato il suo aspetto fisico: smette di truccarsi, di prendersi cura del proprio corpo. Barcolla, perde i propri confini, si “smargina”. Diventa eccessiva, violenta e volgare. Se avete già letto altri libri di Elena Ferrante, in questa fase di Olga ci ritroverete i tratti di Lila Cerullo de L’amica geniale e di Vittoria Trada de La vita bugiarda degli adulti. È facile sentirsi istintivamente dalla parte della donna abbandonata, ma non sarà naturale provare simpatia per Olga. Nel momento in cui inizierà a far pace con la sua nuova vita, noi lo faremo con lei e apprezzeremo di più il suo personaggio. I brevi capitoli conferiscono a I giorni dell’abbandono un ritmo incalzante, mentre la scrittura spigolosa di Elena Ferrante genera, a tratti, fastidio e disturbo nel lettore che si sente intrappolato nelle pagine.

In accoppiata con il romanzo I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante vi propongo l’omonimo film del 2005 diretto da Roberto Faenza (non si trova facilmente sulle più note piattaforme di streaming ma periodicamente viene riproposto sui canali Rai). Margherita Buy interpreta Olga, mentre Mario è affidato a Luca Zingaretti. Il vicino di casa nella pellicola cambia nome, non si chiama più Aldo ma Damian e viene interpretato dal musicista bosniaco Goran Bregović. Quest’ultimo riceve anche una candidatura ai David di Donatello per la colonna sonora e per la miglior canzone originale. Proprio la canzone, per me, ricrea intensamente l’atmosfera del libro nel film grazie soprattutto alle parole di Carmen Consoli: «Regnerà sovrano l’oblio / Prezioso rimedio all’impotenza / Ed alla crudeltà di un ignobile addio / Inflitto a sorpresa da chi ha giurato lealtà Ma un vento caldo annuncerà / Il risveglio di tempi migliori». Buona visione!

Sara Simoni

Foto in alto: una scena dal film I giorni dell’abbandono

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