La tristezza a volte bussa a cinquant’anni di Marina Addimando. Una vita per gli altri e poi capire che è l’ora di scegliere se stesse.
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call: cerchiamo nuove voci per le nostre pillole. Invia il tuo racconto entro il 31 ottobre 2026.
LA TRISTEZZA A VOLTE BUSSA A CINQUANT’ANNI di Marina Addimando
Sì, capita. Capita a tante. A cinquant’anni succede una cosa strana: ti guardi indietro e ti accorgi di quanto hai dato. Hai dato pazienza quando nessuno l’aveva. Amore anche quando era difficile. Rispetto, educazione, cura, ascolto. Hai tenuto in piedi case, lavori, relazioni, persone. E ad un certo punto ti fermi e pensi: «E io? Chi si prende cura di me?» È come se dentro ci fosse una stanza piena di doni che hai distribuito, e ora la stanza è un po’ vuota. Non perché tu sia vuota, ma perché hai dato tanto per così tanto tempo.
E allora arriva la tristezza. Arriva quella sensazione di rincorrere qualcosa che non sai nemmeno cos’è. Un’ansia senza nome. Una domanda: «Da quando? Da quando ho smesso di fare per me quello che faccio per gli altri?» Oppure: «Perché quello che faccio non basta mai? Non viene visto abbastanza?» Forse un tempo avevamo aspettative più grandi. Ci aspettavamo che l’amore tornasse indietro uguale, che la gratitudine fosse automatica, che la vita ci restituisse tutto quello che abbiamo messo. E quando non succede, ci si sente deluse. Non perché siamo deboli, ma perché siamo umane.
Mentre scrivo questo sono sul tram 2. Guardo la gente che sale e scende. Vite che si incrociano per un attimo e poi vanno. Io resto seduta. Non scendo. Perché ho voglia di scrivere. Di sfogarmi. Uso queste pagine come fossero un’amica che mi ascolta senza giudicarmi. Come se potessero darmi una risposta a tutto quello che sento. E sai? Mi fa bene. C’è una pace strana quando scrivo. È come se le parole raccogliessero i miei pezzi e me li ridassero in ordine.
Ma sai cosa c’è di bellissimo a cinquant’anni anni? C’è una vocina. Piccola piccola… Quella che quasi non si sente sotto al rumore della stanchezza. E quella vocina dice: «Non arrenderti. Vedrai che questa volta…» E tu, anche se sei stanca, la ascolti. Perché quella vocina è te. È la parte di te che non si è mai arresa, nemmeno quando hai dato tutto. È la parte che sa che non è finita. Che a cinquant’anni anni non è la fine di un libro, è l’inizio di un capitolo nuovo.
Un capitolo dove impari a darti prima la pazienza che davo agli altri. Dove impari a dire «basta» quando ti senti svuotata. E capisci che non devi rincorrere più niente: puoi aspettare che siano le cose belle a rincorrere te. Dove ti ricordi che vali, anche se nessuno te lo dice ogni giorno. Quella tristezza non è un fallimento. È una sveglia. Ti sta dicendo: «Ehi, è il tuo turno adesso.» E io ho deciso. A cinquant’anni anni non chiedo più il permesso per esistere. Comincio a raccogliere me stessa, un pezzo alla volta. E questa volta… questa volta scelgo me.
Marina Addimando
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marina Addimando vive e scrive a Milano. Attraverso una scrittura immediata e accessibile, dà voce alle storie silenziose delle donne contemporanee, esplorando la quotidianità urbana e i passaggi generazionali con verità e ironia.
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Mi hai sorpreso veramente brava scrivi molto bene. Complimenti e a presto
Brava! Mi sono rivista molto in quello che hai scritto.. e no! Non mi arrendo ma avrò più cura di me 💝
Sai cosa c’è di bello a cinquant’anni?ci sei tu con le tue storie,continua così.
Grazie di cuore per le vostre bellissime parole! Mi emoziona sapere che vi siete ritrovate nelle mie storie. Continuo a scrivere anche per voi.
C’e da dire che arrivate alla nostra età e vero incominciamo a lasciare andare tante cose impariamo a fregarcene e a dare meno importanza a chi non se lo merita io mi rispecchio nelle tue parole e nei tuoi pensieri perché e cosi che mi sento Brava come sempre
C’e da dire che arrivate alla nostra età e vero incominciamo a lasciare andare tante cose impariamo a fregarcene e a dare meno importanza a chi non se lo merita io mi rispecchio nelle tue parole e nei tuoi pensieri perché e cosi che mi sento Brava come sempre
C’e da dire che arrivate alla nostra età e vero incominciamo a lasciare andare tante cose impariamo a fregarcene e a dare meno importanza a chi non se lo merita io mi rispecchio nelle tue parole e nei tuoi pensieri perché e cosi che mi sento Brava come sempre
C’e da dire che arrivate alla nostra età e vero incominciamo a lasciare andare tante cose impariamo a fregarcene e a dare meno importanza a chi non se lo merita io mi rispecchio nelle tue parole e nei tuoi pensieri perché e cosi che mi sento Brava come sempre
Ciao Marina, come vedi dai commenti alle tue Pillole, stai dando ancora tanto agli altri: questa volta con la scrittura che gratifica anche te. Siamo fatti per relazioni profonde, in un reciproco sostegno. Continua a scrivere: parla delle donne che vedi che conosci e interrogale offrendo la tua penna.
🤍