Essere scontate di Marina Addimando. Lottare ogni giorno per essere viste, perché il valore delle donne non ha data di scadenza.
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call: cerchiamo nuove voci per le nostre pillole. Invia il tuo racconto entro il 31 ottobre 2026.
ESSERE SCONTATE di Marina Addimando
Delle volte mi domando: «ma da quando è successo che a Milano, a cinquant’anni, risulti scontata?»
Io non capisco proprio. Ho lavorato duro qui. In questa città. Ho preso tre mezzi per andare a lavorare, ho fatto straordinari, ho pagato affitti assurdi.
Mi sono impegnata. E poi a cinquant’anni anni… non valgo più?
Eppure sono la stessa. Con la stessa voglia di imparare, di sbagliare, di ricominciare in una città che cambia ogni sei mesi. Anzi, con più fame di prima. Perché ora so cosa voglio e cosa no. Anche nei locali.
Eppure oggi a Milano non ti trattano bene. Ti guardano e ti dicono: «Eh vabbè, la pensione è vicina».
Come se da domani dovessi mollare il Naviglio e mettermi a fare la maglia in Brianza.
Eppure ci sono donne che hanno scelto la famiglia invece della carriera. Hanno sbagliato?
Io mi domando se stanno meglio loro. Forse… No, non stanno meglio.
Perché le donne sole ce la fanno. Si arrangiano, cadono, si rialzano. Ma se rinunci alla tua indipendenza economica non funziona.
Ti oscurano. Ti lasci andare. Assecondi tutto e tutti. E a cinquant’anni anni ti ritrovi a chiedere il permesso per comprarti un paio di scarpe.
Io sono stanca. Stanca di continuare a chiedere rispetto in una città che corre. Anche perché il rispetto io lo porto sempre. A tutti. Anche a chi ti pesta i piedi in M1.
Forse ci vedo di meno. Ho bisogno degli occhiali da lettura per il menù dei posti fighi. Forse sono un po’ rallentata. Mi perdo i nomi e ci metto di più a capire l’app di ATM. Forse ho due chili in più e una ruga in più.
Ma scontata?
No. Scontata no.
A Milano a cinquant’anni anni non sei in offerta 3×2 all’Esselunga. Sei a prezzo pieno. Sempre. E con le scarpe comode.
Dedico questo capitolo alla mia cara “suocera”. Che ogni giorno lotta con coraggio per la sua persona e per il suo punto di vista. Io la vedo. E per me lei non resta nell’ombra. Mai.
Marina Addimando
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marina Addimando vive e scrive a Milano. Attraverso una scrittura immediata e accessibile, dà voce alle storie silenziose delle donne contemporanee, esplorando la quotidianità urbana e i passaggi generazionali con verità e ironia.
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Brava Marina! Penso che a cinquantasnni non siamo più scontati, ma più consapevoli…con le scarpe più comode è bellissima..
❤️
Bello anche queso tuo secondo capitolo che racconta un amara verita con un pizzico di ironia e amarezza le scelte di noi donne diversamente giovani.
Bravisima!!!!
Bello anche queso tuo secondo capitolo che racconta un amara verita con un pizzico di ironia e amarezza le scelte di noi donne diversamente giovani.
Bravisima!!!!
Marina brava! Adesso entriamo nel vivo: le tue Pillole valgono anche per i 60 anni e oltre. Evviva tua suocera che prima di esser nonna di tuo figlio è una donna libera che difende sempre le sue opinioni con il tuo stesso garbo. C’è un filo rosso che unisce donne di ogni età che desiderano ascoltare e farsi ascoltare. Al prossimo sabato
Ciao Marina a cinquantanni si ha ancora molto da dare ,ma purtroppo a volte la città non ha più molto da offrire a donne che sono consapevoli di quello che valgono.Brava come sempre