Tra papaveri e grano, la memoria si accende in versi che parlano al cuore con delicata intensità.
Torna nella nostra rubrica Gabriella Sica, una delle voci più autorevoli della poesia italiana contemporanea. Infatti, la poeta, saggista e fondatrice della storica rivista Prato pagano, ha costruito negli anni un percorso letterario in cui memoria, natura e affetti familiari si intrecciano con straordinaria sensibilità.
La poesia che proponiamo oggi è tratta dalla raccolta Poesie familiari, pubblicata nel 2001 e insignita del Premio Letterario Camaiore. In particolare in questo libro l’autrice intreccia il ricordo dell’infanzia, il paesaggio della Tuscia e la storia della propria famiglia in un racconto poetico dove la terra, i campi e i fiori custodiscono le radici dell’identità.
Nei versi di I papaveri si ha la sensazione di camminare in un campo attraversato dal vento. Infatti, il rosso dei papaveri illumina il paesaggio come una presenza viva. Mentre, il grano e la spelta evocano un tempo lontano, fatto di ricordi, emozioni e legami che abitano il presente. L’immagine delle «anfore rosse al cielo» colpisce per la sua bellezza e sembra trasformare quei fiori in un gesto silenzioso di gratitudine verso la vita. Ciò che più emoziona è la naturalezza con cui Gabriella Sica riesce a far dialogare il paesaggio con il mondo interiore. Le sue parole non descrivono semplicemente un luogo, lo fanno sentire, fino a renderlo parte della nostra esperienza. È una poesia che invita a rallentare, ad ascoltare ciò che riaffiora dal cuore e a lasciarsi attraversare dalla forza gentile della memoria.
Ed è questo il dono più prezioso dei suoi versi: ricordarci che la poesia sa trasformare un semplice campo di papaveri in uno spazio dell’anima, dove ciascuno può ritrovare un frammento della propria storia.
Infine, per La poesia nel dì di domenica, Serena Betti, oggi legge per noi I papaveri di Gabriella Sica. L’ascolto è accompagnato dall’elaborazione video curata da Debora Menichetti. Buon ascolto.
Debora Menichetti
Foto in alto: Gabriella Sica (fonte web)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I papaveri
Papaveri col sangue che va in fiore
come anfore rosse al cielo in offerta
tra l’erba, il grano d’oro e di spelta,
nei miei giorni di fuoco e di rossore.
Canestri di gioia mai più sentita,
dove non c’era il dolore là sparsi,
riarsi d’oblio e litanie per amarsi,
come neri stormi nella mia vita.
(Testo tratto dal libro Poesie familiari)

