Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #193

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Questo sabato proponiamo un brano tratto dal romanzo Tempo di una doccia di Francesca Dalla Riva, edito da Scatole Parlanti.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Per la rubrica Pillole di femminile, proponiamo un brano tratto dal romanzo Tempo di una doccia di Francesca Dalla Riva, edito da Scatole Parlanti.

Il testo racconta il cammino di Maddalena verso l’accettazione della propria unicità e della propria storia, segnata dalla diagnosi di una malattia cronica importante, l’endometriosi. Questo estratto cattura un momento di quotidiana ricerca di sé:

«Nel tempo di una doccia mi sarei potuta rilassare, avrei potuto cantare una canzone o starmene in silenzio, assaporando il piacere di stare sola con me. Mi sarei potuta abbandonare per venti lunghi minuti solo alla cura di me stessa e quel pensiero era in grado di farmi sopportare qualsiasi brutta giornata.».

Questi venti minuti diventano un baluardo contro un corpo vissuto spesso come un «involucro inospitale, ribelle e ingestibile», segnato da una diagnosi tardiva di endometriosi. Come emerge chiaramente dalle fonti, questa è la storia di un percorso spesso non narrato e nascosto.

Dobbiamo infatti ricordare che, se anche i tempi stanno cambiando, l’endometriosi continua a essere una malattia spesso invisibile e non compresa.

Per troppi anni, e ancora oggi, molte donne si scontrano con un ritardo diagnostico che dura decenni, subendo minimizzazioni e gaslighting da parte di chi liquida sofferenze atroci come «normalissimi dolori mestruali» o come semplici manifestazioni di ansia. Rompere il silenzio attraverso la narrazione significa dare voce a chi si sente ancora «invisibilizzata» e non ascoltata nel proprio dolore.

L’opera di Francesca Dalla Riva invita a riflettere sulla bellezza dell’imperfezione, giungendo alla consapevolezza che ogni vita e ogni storia sono degne di essere vissute proprio perché speciali nella loro fragilità.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi

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