Vilariño ci ricorda che la poesia può essere un atto di resistenza: contro l’illusione, contro la retorica, contro la menzogna.
I versi di Idea Vilariño sono brevi, essenziali, spesso costruiti su ripetizioni minime, su negazioni, su un ritmo che ricorda il respiro trattenuto.
La sua poetica si definisce negli anni ’50. Nocturnos viene pubblicato nel 1955. Seguono Poemas de amor nel 1957 e Pobre mundo nel 1966. Queste raccolte ancora oggi rappresentano il nucleo espressivo principale della poeta.
Sulla rivista online Fili d’aquilone Martha Canfield scrive:«La poesia di Idea si presenta molto presto come un insieme organico compiuto, concentrato su tre linee tematiche che potremmo definire sinteticamente con tre dei suoi titoli emblematici: Poemas de amor, Notturni e Pobre mundo. La poesia amorosa, segnata da una ricerca di assoluto, agonica e spietata innanzi tutto con se stessa; la “notturnità” del mondo e del vivere vista attraverso la cruda consapevolezza della miseria umana; la pietas nei confronti del «povero mondo» e l’aspirazione – forse utopica, sempre altamente etica – a renderlo più giusto e meno crudele nei confronti dei disperati. Il lancinante urlo vallejiano – «Y el hombre, pobre! Pobre!» – è anche di Idea. Ed è in questo contesto che si inseriscono le poesie di denuncia della tortura e dei soprusi inflitti ai dissidenti durante la dittatura.
Ma forse la cifra caratteristica della sua poesia si trova, più che nella tematica, asciutta e tagliente, nel ritmo, incalzante, fermo, rigido e perfetto. Se le sue poesie – le sue canzoni – sono indimenticabili, esso è dovuto soprattutto al rigore senza respiro, e senza concessioni, del suo ritmo.»
Povero mondo è la poesia che abbiamo scelto per la nostra rubrica oggi e l’ascolto è come sempre accompagnato dall’elaborazione video di Debora Menichetti.
Serena Betti
Foto in alto: Idea Vilariño – Fundacion Banco Republica
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Povero mondo
Lo distruggeranno
salterà in aria
alla fine scoppierà come una bolla
o esploderà glorioso
come una santabarbara
o più semplicemente
verrà cancellato come
se una spugna bagnata
cancellasse il suo posto nello spazio.
Forse non ci riusciranno
forse lo ripuliranno.
Gli cadrà la vita di dosso come i capelli
e continuerà a girare
come una sfera pura
sterile e mortale
o meno bellamente
vagherà per i cieli
marcendo lentamente
tutto una ferita
come un morto.

