Analisi del rapporto Ipsos 2026: tra progressi lenti e nuove resistenze, la strada verso l’uguaglianza di genere è ancora in salita.
La strada verso la parità di genere sembra aver incontrato un piano inclinato. Il nuovo rapporto Ipsos 2026, pubblicato in occasione della Giornata internazionale della donna, scatta una fotografia complessa della nostra società. I dati mostrano un ristagno preoccupante negli atteggiamenti globali. Infatti, il 50% degli intervistati ritiene che gli sforzi per l’uguaglianza abbiano ormai raggiunto un traguardo sufficiente. In Italia, questa sensazione di «aver fatto abbastanza» è condivisa da quasi la metà della popolazione.
Tuttavia, la realtà quotidiana racconta una storia diversa. Le donne continuano a percepire meno libertà di scelta nell’ambito lavorativo rispetto agli uomini. Nello specifico, il 39% vede ancora il mercato occupazionale come un terreno più favorevole al genere maschile. Questo squilibrio si riflette anche nelle posizioni di comando. Sebbene il 59% riconosca che una maggiore presenza femminile nelle istituzioni porterebbe benefici, il cambiamento resta lento.
Inoltre, emerge una frattura generazionale inaspettata. I giovani uomini della Generazione Z mostrano posizioni più tradizionaliste rispetto ai loro padri. Essi sono più propensi ad accettare ruoli stereotipati, come l’idea che una moglie debba obbedire al marito. Al contrario, le giovani donne restano ottimiste sul proprio futuro, ma la loro visione si scontra con una resistenza culturale crescente.
Per queste ragioni, il ruolo di riviste come la nostra diventa fondamentale. Dobbiamo continuare a puntare i riflettori ciò che passa inosservato e sostenere chi lotta contro i preconcetti. La parità non è un traguardo già tagliato, ma un processo che richiede impegno costante. Solo superando gli stereotipi potremo costruire una società dove il talento non abbia genere.
Cinzia Inguanta
In alto: dettaglio copertina rapporto Ipsos 2026
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