Un libro e… “La vita sessuale dei nostri antenati” di Bianca Pitzorno

foto da da cdt.ch
Un romanzo familiare che intreccia segreti e ricordi e un’intervista all’autrice su vita, scrittura e visione dei sentimenti.

La mia proposta per questo venerdì è un romanzo coinvolgente che vi catturerà nelle sue oltre quattrocento pagine e non vi lascerà andare via. Si tratta de La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno, pubblicato da Mondadori nel 2015, è stato il mio primo libro per “grandi” di questa scrittrice sarda che tanto amo. L’ho acquistato appena uscito, leggerlo è stato come tornare nei luoghi dell’infanzia e ritrovare volti familiari.

Il titolo completo, La vita sessuale dei nostri antenati – spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi, rivela fin da subito il carattere intimistico e ironico del romanzo, anticipando il tono personale che attraversa l’intera narrazione. La storia si sviluppa attraverso epoche e luoghi diversi, attingendo a flashback, ricordi e materiali d’archivio. L’arco temporale di circa cinque secoli permette così di ricostruire l’intero passato della famiglia aristocratica dei Bertrand-Ferrell.

Il romanzo assume la forma di un lungo racconto epistolare affidato alla voce di Ada Bertrand Ferrell, detta Adita, docente universitaria prossima ai quarant’anni che vive a Bologna. La vicenda prende avvio durante un viaggio di lavoro, nel corso del quale Ada vive un’esperienza destinata a incidere profondamente sulla sua esistenza. Al suo rientro in Italia, Ada si trova a fare i conti con il declino dello zio Tancredi. L’uomo ha rappresentato la colonna portante della sua infanzia e il suo porto sicuro dopo la perdita dei genitori, un legame che la unisce profondamente alla cugina Lauretta. Proprio l’imminente addio allo zio spinge Ada a cercare un ancoraggio nelle proprie radici, dando inizio a una ricerca nel passato della famiglia.

Mossa da una curiosità che è prima di tutto necessità emotiva, la protagonista si addentra nel silenzio degli archivi domestici. In questo viaggio attraverso la memoria, Ada riporta alla luce un mosaico di esistenze dimenticate, fatto di fotografie ingiallite, gioielli, diari e ritagli di giornale che attendevano solo di essere ritrovati.

la vita sessuale dei nostri antenati Attraverso queste tracce del passato ricompone la vicenda dei Bertrand-Ferrell, che si estende dal Cinquecento fino al presente. Le ricerche portano alla luce verità inaspettate e segreti rimasti a lungo nell’ombra, che iniziano a incrinare il ritratto perfetto dipinto dai racconti della nonna. Quell’immagine idealizzata della famiglia deve così cedere il passo a una realtà più complessa e umana. Emergono le passioni autentiche, i comportamenti contraddittori e le difficili scelte esistenziali degli antenati. E si rivela un passato molto diverso da quello che era stato ufficialmente tramandato.

Nonostante il ricorso frequente a un registro ironico, la ricostruzione del passato assume un valore profondamente politico. L’opera mira infatti a scardinare la narrazione patriarcale e classista che, per lungo tempo, ha semplificato e oscurato la reale complessità delle esistenze femminili.

In questo senso, il romanzo si configura come un vero cammino di emancipazione: la scoperta della verità sugli antenati permette di affrancarsi da un’eredità fittizia, restituendo finalmente spessore e dignità alle vite delle donne della famiglia.

Uno degli elementi centrali del romanzo è l’indagine sulla memoria familiare, la protagonista tenta di attribuire un significato alla propria esistenza attraverso la ricostruzione delle vicende delle antenate e degli antenati. Questo percorso di ricerca diventa uno strumento per cogliere l’intreccio profondo tra passato e presente, e il modo in cui esso influisce sulle scelte individuali. Pitzorno dedica particolare attenzione alle figure femminili, tracciandone l’evoluzione attraverso diverse generazioni. Emergono così donne forti o remissive, ribelli o conformiste, ambigue e complesse, che riflettono i mutamenti sociali dall’Ottocento fino agli anni Settanta.

La vita sessuale dei nostri antenati utilizza il fascino del titolo per introdurre un’indagine più profonda. Si tratta di un libro corale, attraversato da una forte sensibilità femminista e da un’ironia sottile. Il testo indaga la memoria familiare attraverso una scrittura colta e stratificata, capace di offrire numerosi spunti di riflessione.

In abbinamento al romanzo di Bianca Pitzorno propongo la puntata del 30 gennaio 2026 de La biblioteca dei sentimenti. Programma di divulgazione letteraria e scientifica in onda su Rai 3 e disponibile anche in streaming su RaiPlay. La trasmissione è incentrata sull’esplorazione delle emozioni umane attraverso i libri e adotta un format che intreccia dialogo, presenza di ospiti e confronto tra generazioni diverse.

Nel corso dell’intervento, la scrittrice ha presentato il suo ultimo romanzo, La sonnambula, edito da Bompiani e rapidamente affermatosi nelle classifiche di vendita. Poi ripercorrere le molteplici esperienze che hanno segnato il suo percorso personale e professionale. Dalla formazione come archeologa preistorica, con studi sui nuraghi, al lavoro come autrice in Rai. Fino all’impegno come bibliotecaria volontaria in una biblioteca cubana, Pitzorno ha raccontato una vita attraversata dalla scrittura e dal successo editoriale, che dura ormai da oltre cinquant’anni.

Successivamente si è svolto un confronto generazionale con il giovane divulgatore e influencer Edoardo Prati. Nel dialogo sono emersi temi fondamentali. Il valore dei libri, la forza della parola e il ruolo dei sentimenti, in particolare l’amore, come motore del loro lavoro e della loro esperienza di vita.

Personalmente, mi sorprendo sempre della vicinanza che avverto verso una donna che, in realtà, ho conosciuto solo attraverso le sue storie. Una vicinanza che trova eco nella semplicità con la quale esprime sentimenti che coinvolgono tutte e tutti: «l’amicizia è un’affinità di amorosi sensi che, però, lascia libertà». Buona visione e buon fine settimana!

Sara Simoni

Foto in alto: Bianca Pitzorno (da cdt.ch)

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