Top ten estate 2025 a cura di Laura Bertolotti, di giardini, piante e fiori

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Di giardino in giardino, di fiore in fiore, dieci consigli per riscoprire il verde che ci circonda e nutre la nostra anima.

Di giardini e piante, alberi e fiori parliamo tutti, soprattutto nelle stagioni in cui stiamo di più all’aria aperta. Ma che cos’è per noi il giardino? E quanto sappiamo di piante e fiori? La Top Ten che segue propone un viaggio tra manuali e narrativa per esplorare un ambito che attiene alla nostra sensibilità e ai nostri gusti molto più di quanto si possa pensare.

In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso, Paolo Peyrone (Feltrinelli, 2002). L’architetto paesaggista piemontese ricorda che occuparsi di giardinaggio comporta affrontare delusioni, porsi domande ed essere pronti a fare molti tentativi. E poi i giardini vanno visitati e studiati, anche assaporati durante una pioggia perché «ogni goccia è vita per le piante.»

Guida verde, Gigliola Magrini (Mondadori, 1970), è un manuale utilissimo per neofiti ed esperti. Che si possegga un giardino grande o un piccolo balcone affacciato all’interno di un condominio, c’è bisogno di sapere quale pianta sia più adatta a crescere e regalarci colore e gioia. In questo libro, che incide favorevolmente sull’autostima di chiunque, si trovano trecentoventicinque varietà illustrate e spiegate con semplicità.

Storie e leggende degli alberi, Jacques Brosse (Edizioni Studio Tesi, 1987). Il tipo di volume che farebbe compagnia su un’isola deserta, anche a quanti di noi si sentono ignoranti di botanica. Interroga sulla simbologia degli alberi, sulla loro diversità, identità e individualità. Ma voi, vi sentite più betulla, olivo o magico noce?

Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett (The Secret garden, traduzione di Luca Lamberti, Einaudi, 2003). Il pregiudizio di ignorare i libri di letteratura per l’infanzia oscura autentiche gemme come questo romanzo. Pubblicato nel 1910, racconta una storia di rinascita personale grazie alla cura di un giardino e la scoperta dell’amicizia fra pari. Magari letto in edizione ridotta, o visto in una delle sei versioni cinematografiche, il consiglio è di non precludersi la sorpresa di trovarvi una lettura quanto mai attuale e coinvolgente.

Di che giardino sei? Conoscersi attraverso un simbolo, Duccio Demetrio (Meltemi, 2000). I giardini sono simboli connessi al bisogno di eternità dopo la morte, racconta l’autore, ma anche al piacere terreno, al riposo e siti per i nostri eventi più importanti. Preferiamo un giardino antico, misterioso, un walled garden vittoriano o un giardino pensile urbano? E ancora, amiamo il giardino lacustre o un giardino labirintico, il chiostro o la serra?

Dall’orto al mondo. Piccolo manuale di resistenza ecologica, Barbara Bernardini (Nottetempo, 2023), allarga il tema giardino a una dimensione più vasta e contingente. Inventarsi e coltivare un orto innesca connessioni e riflessioni sulla crisi ambientale e climatica. Un libro in cui parlano anche i semi e le cornacchie ma emergono idee anarchiche e controcorrente.

Al giardino ancora non l’ho detto, Pia Pera (Ponte alle grazie, 2016). La scrittrice, giornalista e traduttrice, scomparsa nel 2016, qui parte da un verso di Emily Dickinson per confrontarsi con il futuro, senza di lei, del suo amato giardino. Tra cure palliative, braccia in aiuto per i lavori più pesanti, erbe infestanti e piante inattese che crescono, prende corpo la sua consapevolezza di non poter più camminare.

«È tutto di una bellezza, una grazia, un’armonia […] Mi chiedo perché solo adesso me ne accorgo, adesso che sono vecchia, adesso che me ne vado.»

Dai diamanti non nasce niente. Storie di vita e giardini, Serena Dandini (Rizzoli, 2011). Il titolo richiama il verso di una canzone di Fabrizio De André, qui usato per raccontare una passione per la verdure. Vegetazione, verde, paesaggio naturale e verdura in senso gastronomico. Secondo l’autrice, chi si occupa di verdure è naturalmente proiettato al futuro, almeno fino alla prossima fioritura. Questo libro vuole essere una passeggiata sentimentale tra letteratura, film e viaggi perché «trafficare con le piante è anche questo: una promessa di felicità.»

Il giardino di Elizabeth, Elizabeth von Arnim (Elizabeth and Her German Garden, traduzione di Graziella Bianchi Baldizzone, Bollati Boringhieri, 1989). Il timido suggerimento di chi scrive queste righe è di riscoprire questo libro autobiografico pubblicato nel 1898. Rimanda alla storia di una donna alle prese con il suo destino di moglie e madre eppure determinata a diventare scrittrice. Si respira un’atmosfera un po’ snob tra le righe, le stagioni che si avvicendano e la consultazione dei cataloghi di piante e semi. Tuttavia non c’è indugio estetizzante, emerge invece la libertà che richiede la natura per crescere e moltiplicarsi.

La nazione delle piante. Un nuovo patto per la terra, Stefano Mancuso (Laterza, 2019). L’autore immagina una vera e propria costituzione delle piante, in otto articoli, per costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della terra e degli esseri viventi. «La maggior parte delle piante che ci circondano […] con la domesticazione hanno iniziato con noi un rapporto di cooperazione che a ragione può essere definito di simbiosi. […] Una lunga relazione durante la quale due specie imparano a stare insieme e dalla quale ambedue traggono benefici.»

Dopo dieci libri più o meno recenti, possiamo azzardare la conclusione che, si disponga di un hortus conclusus o soltanto di una fila di gerani, dalle piante possiamo trarre aiuto e regalarne altrettanto.

Laura Bertolotti

In alto: foto di Pixabay, Campo di fiori rosa

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