Amare è un dono, è attesa, un desiderio, non possesso: così canta l’anima della poeta.
«L’amore non ha altro problema che autorizzare il desiderio» scriveva Anna de Noailles, poeta della passione, del dono e dell’attesa. E in questo verso, che sembra scolpito nel cuore stesso del sentimento umano, si racchiude l’essenza della sua poetica: amare non è possedere, né rivendicare. È offrire, anche quando l’altro non è pronto a ricevere.
Oggi, in un tempo dominato dall’urgenza di ottenere, dall’illusione che l’amore sia risposta immediata, la sua voce è un richiamo prezioso alla profondità dell’attesa, al valore del sacrificio. Perché amare, davvero, significa donarsi senza garanzie, accettando che l’altro possa non ricambiare. È, forse, proprio questo quello che ci manca: il coraggio di amare anche senza consenso, anche nel vuoto.
La poeta ci insegna, inoltre, che si può scrivere d’amore senza mettersi al centro, e che il dolore, se ascoltato, può farsi universale. I suoi versi parlano a chiunque abbia, almeno una volta, amato davvero.
La poesia di oggi ne è un esempio. I suoi versi delicati hanno un tono intimo e fragile, quasi sussurrato, e lasciano intravedere la tensione tra il desiderio di rivelarsi e la paura del rifiuto. L’autrice racconta con pudore e intensità il momento difficile e struggente della confessione d’amore, come un atto carico di incertezza e sofferenza.
Questa poesia esprime la dignità e la fragilità dell’amore non corrisposto o non ancora accolto. È una dichiarazione che non esplode, ma si consuma con grazia. Ed è proprio questa tensione trattenuta, questo pudore profondo, a renderla tanto moderna e toccante.
Dopo La vita profonda e La vita è permanente sorpresa!…, questa domenica vi invitiamo ad ascoltare È stato lungo, difficile e triste… dalla voce di di Serena Betti.
Debora Menichetti
Foto in alto: Anna de Noailles (fonte: MeisterDrucke, dipinto di Jean Louis Forain)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
È stato lungo, difficile e triste…
È stato lungo, difficile e triste
Rivelarti ciò che il cuore sentiva;
La voce cresceva e poi calava,
L’orgoglio soccombeva e si feriva.
Io non so davvero in che modo
Ho potuto confessarti il mio amore;
Temevo l’ombra e i tuoi occhi
Che del giorno hanno il colore.
La nuova che ti ho portato è questa!
Ti ho detto tutto! Ero rassegnata;
Eppure, come un cigno ho celata
Sotto la mia ala la mia testa…

