Rileggere i classici è un’imperdibile occasione per scoprire passaggi importanti che assumono un nuovo significato.
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Via col vento, il romanzo di Margaret Mitchell, pubblicato nel 1936 che le è valso il premio Pulitzer, è considerato un classico intramontabile. Dopo aver venduto oltre un milione di copie nel 1939 diventa un film, anzi il più grande successo cinematografico americano. La sua trama avvincente si snoda durante la guerra di Secessione ed è caratterizzata da milleduecento pagine ricche di colpi di scena.
Moltə di noi hanno negli occhi le immagini di Vivien Leigh, Clark Gable e la loro tormentata storia d’amore, e nelle orecchie frasi che sono diventate cult. Ma il libro è molto generoso di particolari e avvenimenti che rendono la storia più avvincente e interessante, come le pagine in cui l’atteggiamento di Scarlett, Rossella nella versione italiana, cambia completamente nei confronti della rivale di sempre, Melania.
«Aveva ucciso un uomo, lei che non era mai rimasta sino al termine di una caccia, che non sopportava le stride dei maiali al macello, il guaito di un coniglio in trappola. “ Ucciso!” pensó stupidamente. “Ho commesso un assassinio. È impossibile.”
I suoi occhi corsero alla mano tozza e villosa che posava sul pavimento, vicino alla scatola da lavoro, e improvvisamente ebbe la sensazione di essere nuovamente viva, viva gioiosamente, di una fredda gioia di tigre. Avrebbe affondato con piacere il tallone nella larga ferita che era al posto del naso di quell’uomo, e il sangue caldo sul piede nudo le avrebbe dato piacere. Aveva colpito per vendicare Tara… ed Elena.
Sul pianerottolo superiore udì un calpestio affrettato e incerto; poi una pausa; quindi nuovi passi, lenti e strascicati, accompagnati da un rumore metallico. Riprendendo coscienza del momento e del luogo, Rossella alzò gli occhi e vide in cima alla scala Melania vestita solo dell’accappatoio cencioso che funzionava da camicia da notte; il suo debole braccio era tirato in basso dal peso della sciabola di Carlo. Gli occhi di Melania afferrarono la scena nel suo insieme; il corpo vestito di azzurro nella pozza di sangue, la scatola da lavoro, Rossella scalza e pallida con la pistola stretta nella mano convulsa.
I suoi occhi incontrarono quelli di Rossella. Un raggio di orgoglio feroce illuminava il suo volto generalmente dolce; nel suo sorriso era un’approvazione e una gioia che guadagnavano il tumulto che agitava il seno della giovine temeraria.
“È come me!” Pensò Rossella. “Comprende i miei sentimenti! Avrebbe fatto lo stesso!”
Con un brivido, guardò la fragile donna per la quale non aveva mai provato che disprezzo e antipatia. Ora, lottando contro l’odio per la moglie di Ashley, nasceva in lei un sentimento di ammirazione e di cameratismo. In un lampo, si accorgeva che sotto la voce gentile e gli occhi di colomba di Melania si celava una lama d’acciaio infrangibile; e sentì pure che nel sangue tranquillo di Melania erano squilli e fanfare di intrepido ardimento.»
Serena Betti
Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi
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