Donnaridens: Giulia Serughetti e quell’esercizio complicato chiamato amore

Giulia Serughetti
Amore assoluto e altri futili esercizi racconta la difficoltà di una donna a relazionarsi con gli altri. Eccetto il proprio cane.

La ricerca continua di autrici ironiche e intelligenti non è cosa facile. Nel mio caso a volte il destino ci mette lo zampino e mi fa incappare in situazioni, luoghi, persone decisive. Questa volta è stato il Pisa Book Festival a farmi conoscere Amore assoluto e altri futili esercizi (Marcos y Marcos 2022) e la penna amara e poetica di Giulia Serughetti. Giustamente consigliata allo stand della casa editrice Marcos y Marcos che ringrazio ancora per il suggerimento.

Segretaria di edizione cinematografica, romana di origine milanese, Giulia Serughetti sembra avere in comune con la protagonista del libro non solo il nome e la residenza, ma soprattutto l’amicizia con una deliziosa cagnolina. Olivia, il cocker spaniel attorno al quale ruota la vita della Giulia protagonista del romanzo. E persino una passione per le immagini, che siano scatti fotografici – della sua Olivia, naturalmente – che cinematografiche.

Giulia serughetti-Amore-assoluto-e-altri-futili-eserciziQuello che ha creato Serughetti in Amore assoluto e altri futili esercizi è un’autentica altalena di sensazioni. Esilaranti e amare, brillanti e cupe. Dove il passato si manifesta con sprazzi che si fanno luminosi solo quando si parla dell’amato nonno, da cui, in fin dei conti, è dipesa la formazione personale e sentimentale di Giulia. Che per lei rappresenta il maschile, la protezione, l’accettazione, l’infanzia perduta. Con il quale il femminile incarnato da una madre che con lei «aveva più l’approccio del fabbro medievale che forgia una spada con fuoco e martello» non può competere.

Il presente della ruvida protagonista è costituito dall’adorabile Olivia. Di cui Giulia invidia la capacità di avvicinarsi a tutti, giocare con tutti, intrufolarsi dappertutto amabilmente. Giulia, invece, è immersa dentro Roma ma allo stesso tempo la rifugge. Ama ma non abbastanza da resistere all’impulso di scappare dall’amore. Impantanarsi in relazioni tossiche e sempre di più complicate, il che equivale a scappare. Quanto al futuro: Giulia non sembra troppo preoccuparsene. Se si tratti della Giulia autrice o della protagonista del libro o di ambedue non è dato saperlo.

Difficile definire la forma di questo testo. Non è un romanzo in senso stretto, anche se le vite dei personaggi – canidi inclusi – è ben tratteggiata, seppur a pennellate rapidissime. Né tantomeno una serie di racconti. Forse piuttosto una raccolta di pensieri, ricordi e desiderata. Ma poco importa, perché il testo è tutto giocato sullo stile luminoso e fresco dell’autrice. E sull’ironia troppo lucida per non infondere il sospetto che nasconda un bel po’ di dolore.

Silvia Roncucci

Foto in alto: Giulia Serughetti da raicultura.it

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