La poesia nel dì di domenica presenta la poesia di Joumana Haddad

Joumana Haddad
Nella poesia di questa settimana si legge: «La donna che aspetta non si guarda dietro non si guarda davanti. Si guarda dentro e cresce.»

Definita la voce trasgressiva del Libano, Joumana Haddad riversa in poesia la sessualità senza inibizioni per sfatare lo stereotipo della donna araba schiava dell’universo maschile. Nel 2008 ha fondato una rivista trimestrale dedicata alla via dei sensi dal titolo Jasad. Per Joumana è un urlo di libertà per rivendicare l’esistenza del corpo, sia femminile che maschile.

Jasad è un periodico in lingua araba che affronta temi culturali, le scienze e le arti del corpo, contrastando l’idea di “oscurantismo” che in Europa e Nord America si ha del mondo arabo-islamico. La stessa Haddad afferma: «Avrei potuto scegliere di farla in francese, ma ciò che è accettabile nelle lingue europee non lo è in arabo. La scommessa è proprio quella di far riscoprire l’antica eredità di questa lingua, usata in passato per scrivere testi che oggi farebbero arrossire il pubblico più smaliziato.»

Joumana Haddad non ha mai avuto paura di trattare temi censurati nel suo paese e, nonostante abbia ricevuto molti insulti e minacce da parte di estremisti e fondamentalisti va avanti nella sua battaglia per la libertà e i diritti delle donne. In un’intervista, rilasciata nel 2013, la poeta afferma che è necessario lavorare insieme, uomini e donne, per arrivare a un mondo in cui ci siano pari dignità e rispetto. Sottolinea inoltre, che i diritti delle donne non sono un lusso, ma una condizione necessaria per arrivare a una vera democrazia e che dobbiamo esserne tutti convinti, non solo gli uomini, ma anche e soprattutto noi donne.

Haddad è una donna a cui non piace cucinare, ama ballare, ridere di se stessa, bere whisky e allenarsi con la boxe. Si sente una leonessa che divora la vita e il suo modello di donna è Lilith, compagna di Adamo prima di Eva. Essere Lilith per la poeta significa: «fare la scelta di dire ‘no’, anzi, di ruggire ‘no’, ma anche ‘sì’, quando ci va di dire sì. Rifiutare i limiti che ci sono imposti da altri, sfidare il terrorismo invisibile praticato dal mainstream, e osare trasgredire le censure e i tabù di ogni tipo: religiosi, politici, sociali, culturali.»

Haddad attraverso la poesia e la prosa porta avanti la sua battaglia per la libertà di pensiero e azione, è un soffio di forza per tutte le donne. È Lilith che dice “no” quando non vuole e dice “sì” se è il suo desiderio. È la donna che liberamente si esprime con le parole e con il corpo, è la donna che si guarda dentro e cresce, è la donna che osa sogni che fanno girare la terra.

Dopo Sono così, ascoltiamo ancora i versi meravigliosi di Joumana Haddad simbolo di emancipazione femminile. Per La poesia nel dì di domenica, Serena Betti legge per noi La donna che aspetta di Joumana Haddad. Buon ascolto.

Debora Menichetti

Foto in alto: Joumana Haddad di Laurent Denimal – Opera propria, CC BY-SA 2.5

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La donna che aspetta

La donna che aspetta intuisce

che quello che c’è

non è quello che avrebbe potuto

essere,

ma nemmeno quello che sarà.

La donna che aspetta

vede il segreto oltre il buio

il viaggio oltre il passo

il bacio oltre le labbra.

Vede se stessa

oltre la loro immagine

di lei.

La donna che aspetta

tocca quello che non possono vedere

canta quello che non possono sentire

e ogni giorno incide un sorriso nuovo

nella carne dell’alba.

La donna che aspetta

Ha il cuore nel palmo della mano

offerto come una fontana di sangue.

Goccia dopo goccia,

battito dopo battito,

sfida il tic tac del tempo e

avanza.

La donna che aspetta

non si guarda dietro

non si guarda davanti.

Si guarda dentro

e cresce.

La donna che aspetta

invoca il vento, le stelle, i mari,

e culla nei suoi occhi

i sogni che fanno girare la terra.

La donna che aspetta

sa che non è la barca,

quel che lei aspetta;

ma che è la barca

che sta aspettando lei.

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