Differenza e pregiudizio: parola d’ordine decostruire

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Consenso politico, fake news e media: la paura che alimenta la discriminazione. Parola d’ordine decostruire con la conoscenza.

Nella società contemporanea caratterizzata dalla presenza, nello stesso contesto, di culture di tipo diverso il concetto di “differenza” sembra essere diventato un imperativo da affrontare. In realtà l’essere umano è da sempre connotato da differenze, basti pensare a quelle biologiche, socioeconomiche, religiose, politiche, di genere e via dicendo. Negli ultimi anni però il tema della differenza viene spesso proposto sotto l’ottica di un problema sociale da risolvere, dimenticando che la differenza può rappresentare un valore aggiunto, una prospettiva nuova, un’apertura verso orizzonti inesplorati e che possono essere fonte di nuovi saperi e ricchezze.

La differenza viene spesso utilizzata come strumento per raccogliere consensi politici, facendo leva sulla paura e la sicurezza. È spesso rappresentata in modo inappropriato dai media anche solo per vincere la guerra all’accaparramento di like e follower. Queste modalità comunicative basate su un’informazione distorta, se non addirittura errata, alimentano il pregiudizio, la discriminazione e ogni forma di esclusione, violenza e odio. Spesso tutto questo avviene in modo sottile, con la complice rapidità della comunicazione digitale. Noi tutti ne siamo vittime inconsapevoli. Un’arma di difesa a nostra disposizione è la conoscenza e l’adozione di un pensiero critico, che non si fermi a prendere per buono tutto ciò che il web ci propone.

Spesso si sente parlare di pregiudizio ma cosa sia e da dove venga resta talvolta un mistero. Il pregiudizio è qualcosa che caratterizza i nostri pensieri e influenza i nostri comportamenti e sentimenti pur essendo basato su una generalizzazione che non si fonda su dati oggettivi. È in sostanza una falsa opinione che abbiamo in testa perché non conosciamo in modo approfondito l’argomento. Esso però ci condiziona in modo inconscio. Storicamente il pregiudizio è un elemento che si è radicato nelle situazioni caratterizzate da intolleranza, integralismo e autoritarismo. La nostra storia ne ricorda diversi esempi, eppure ancora non siamo diventati molto bravi a riconoscere il meccanismo che alimenta i pregiudizi.

Un modo per combattere il pregiudizio è la sua decostruzione. Decostruire non vuol dire distruggere. Significa invece approfondire la conoscenza di un fenomeno per far emergere gli aspetti nascosti. Se restiamo aperti al dialogo e all’ascolto senza preclusioni di sorta sarà facile verificare che le generalizzazioni non hanno motivo di esistere. Ognuno di noi rappresenta una splendida unicità, ed è proprio questo l’immenso patrimonio di cui l’umanità gode anche se ancora non se ne è accorta del tutto.

Nell’ottica della valorizzazione delle differenze l’Ateneo di Parma ha introdotto negli anni scorsi alcuni nuovi corsi di studi come Etica delle diversità e del rispetto, Diritto delle pari opportunità, La donna nel pensiero politico occidentale e Pedagogia delle differenze. Questi alcuni degli appuntamenti promossi sul tema. Nuovi approcci culturali si stanno diffondendo a livello accademico che non possono certo restare solo all’interno delle aule universitarie. Occorre diffondere l’etica del rispetto e promuovere una nuova interpretazione di questo nostro complesso mondo contemporaneo che delle differenze deve prendere atto per conoscerle, riconoscerle e valorizzarle.

Paola Giannò

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