La poesia nel dì di domenica: di nuovo insieme a Idea Vilariño

In un’epoca che confonde l’amore con il consumismo emotivo, la poeta uruguaiana restituisce all’amore la sua dimensione autentica.

Questa domenica ritroviamo le poesie di Idea Vilariño. Sul blog La poesia e lo spirito Milton Fernàndez nel 2009 ha scritto: «Pochi giorni fa, il 29 di aprile, è morta a Montevideo la poetessa Idea Vilariño. Se ne è andata in punta di piedi, com’era sua abitudine […] Sono caduto per caso nel suo mondo di parole felpate e silenziose quasi una vita fa, quando ero ancora un ragazzino, e da allora, non sono mai riuscito a uscirne del tutto. La poesia che avevo trovato in una antologia di autori della Generazione del 45, era stata scritta per il suo amante, lo scrittore Juan Carlos Onetti, con il quale ha confessato una volta di avere condiviso non più di nove notti d’amore… e un’intera vita di passione e di solitudine.

“Mi sono innamorata dell’ultima persona di cui avrei dovuto… eravamo fatti di una materia impossibile di legare. Non ha mai capito l’abc della mia vita, non mi ha mai capito come essere umano, come persona…. Ancora mi chiedo perchè ho sopportato tanto, perché sono tornata sempre. (…) Una notte mi chiamò, disperato, chiedendomi che andassi da lui. Io ero con qualcuno che mi amava e lo lasciai per andare a passare una notte con lui. E ricordo che l’unica cosa che abbiamo fatto è stato quella di metterci schiena contro schiena, a leggere un libro, lui il suo, io un altro. Il mattino dopo lo presi dalla testa e gli dissi: sei un asino, Onetti, sei un cane, una bestia. E me ne sono andata”.

Asino, Cane, bestia. Comunque, a Onetti saranno dedicati tutte le poesie d’amore che scriverà da lì in poi Idea Vilariño.»

Non più è una delle sue poesie più celebri. Nel testo non c’è nostalgia, non c’è rimpianto, non c’è rabbia. C’è una constatazione assoluta e lucida: ciò che è stato non sarà più. Il video che accompagna l’ascolto della poesia, tradotta da Martha Canfield, è curato da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: El Porteño

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non più

Non sarà più
non più
non vivremo insieme
non crescerò tuo figlio
non cucirò i tuoi panni
non ti avrò la notte
non ti saluterò col bacio.
Mai saprai chi sono stata
perché altri mi amarono.
Non riuscirò a sapere
perché né come mai
né se era vero
quel che hai detto che era
né chi sei stato
né cosa sono stata per te
né come sarebbe stato
vivere insieme
amarci
aspettarci
stare.
Ormai non sono altro che io
per sempre e tu ormai
non sarai per me
altro che te. Non sei più
in un giorno futuro
non saprò dove abiti
né con chi
né se ricordi.
>Non mi abbraccerai più
come quella notte
mai.
>Non ti toccherò più.
>Non ti vedrò morire.

 

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