SIOT: gli ortopedici in prima linea contro la violenza domestica

Erika Viola - SIOT - Tornando a casa - l'altro femminile
Parte a Milano il corso per formare i medici a riconoscere le lesioni sospette e attivare subito i percorsi di tutela.

La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – SIOT lancia il progetto Tornando a casa. Si tratta del primo corso di formazione specifico per istruire i medici a riconoscere i segni della violenza domestica. Gli specialisti incontrano spesso traumi che nascondono storie di abusi mai dichiarati. Per questo motivo, l’intervento precoce in Pronto Soccorso può salvare molte vite.

Dietro una frattura una storia di abusi

Spesso una contusione o una lussazione non sono semplici incidenti. Il prof. Pietro Simone Randelli, presidente SIOT, spiega che dietro un osso rotto può celarsi una realtà drammatica. In Italia il 31,9% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale. Tuttavia, molte vittime attendono anche dieci anni prima di chiedere aiuto. L’ortopedico ha quindi un ruolo chiave per attivare la rete di supporto necessaria. Saper leggere una radiografia significa oggi andare oltre l’esame clinico.

Un’emergenza sociale da intercettare

I dati richiamati durante il corso a Milano mostrano forti differenze tra le varie Regioni. In Toscana o Piemonte si contano circa 20 segnalazioni ogni 10.000 accessi. In Sardegna o Basilicata il dato scende vicino allo zero. Questa disparità indica una diversa capacità dei medici nel riconoscere il pericolo. La dott.ssa Erika Maria Viola, coordinatrice Pari Opportunità SIOT, sottolinea l’importanza di intercettare lesioni non riferite. La violenza domestica va trattata come una vera malattia con alta mortalità.

Una rete di supporto multidisciplinare

Il corso promuove un approccio che unisce medicina, diritto e psicologia. Il dott. Stefano Tambuzzi, medico legale, evidenzia l’obbligo del sistema salute di prendere in carico le vittime. Risulta essenziale formare équipe capaci di comunicare in modo corretto e rispettare la riservatezza. La formazione serve anche a gestire casi complessi, come le persone anziane o con deficit cognitivi. Solo attraverso la consapevolezza si può interrompere l’orrore dei conflitti privati.

Siamo sempre pronte a sostenere iniziative che abbattono i pregiudizi. Queste sono azioni concrete per spezzare la spirale della violenza e attivare percorsi di tutela reali. Per maggiori dettagli sulla campagna nazionale, visitate il sito ufficiale della SIOT.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: Erika Maria Viola

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