Oggi vi presentiamo Il tuffo, racconto di Larissa Vannucci. Osservare movimenti precisi e appassionati con meraviglia e stupore.
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.
IL TUFFO di Larissa Vannucci
Il tuffo era perfetto, armonico, preciso.
Bellissimo da guardare e declinato in modo da farmi innamorare.
Era un pomeriggio indolente, col sole primaverile già caldo e un via vai di piccole nuvole bianche a fare ombra di tanto in tanto.
I pensieri vagavano senza meta, gli occhi persi dietro qualche desiderio a bucarmi il respiro.
Senza una meta e con la mente distratta dalla primavera, dal canto dei merli e del vento che suonava tra le foglie, stavo in quel luogo all’oscuro di tutto, senza sapere, senza conoscere.
Ero rimasta incantata a vedere quanta maestria, quanta precisione e quanto infinito amore ci fosse in quei tuffi ripetuti ancora e ancora.
Lei pareva stordita, inebriata, felice e un po’ brilla.
Non avevo mai visto nessuno capace di tanta dedizione, di tanta smisurata passione.
La metteva tutta in quel rituale che si ripeteva senza sosta, senza sentire stanchezza o noia o fastidio, ma anzi con la gioia di esserci, con la voglia di farlo.
C’era un’immensa poesia in quello che, ai miei occhi, sembrava una magia.
Aveva quasi un che di religioso, ma quello che più mi colpiva era il sentimento e la perfetta armonia con il momento, con il luogo, con il movimento.
Sembrava che l’amore fosse tutto lì, in quel gesto ripetuto e apparentemente banale.
Era come se l’autentica e profonda passione fosse tutta lì in quel rituale.
E sembrava che niente e nessuno fosse più importante.
Non contava il come, il perché, il quando, ma solo il gesto, il qui e ora da ripetere senza sosta.
Provavo ammirazione e meraviglia.
Dopo tutto la natura sa sorprenderci sempre se sappiamo soffermarci sui dettagli.
Ero rimasta molto tempo seduta sul prato dietro casa a guardare un’ape buttarsi a capofitto dentro i fiori carnosi di un’azalea che l’accoglieva in un abbraccio profumato e gentile.
L’avevo vista in estasi, travolta dalla passione; l’avevo vista perfetta, elegante e generosa.
Il tempo era passato così, con lo sguardo ammirato a seguire i suoi movimenti e con la mente e il cuore che, finalmente, comprendevano l’amore.
Larissa Vannucci
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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Larissa Vannucci nata e vissuta sempre a Pistoia. Fino al 2017 titolare del negozio Clinica del rasoio nel centro cittadino. Insegnante di balli caraibici fino al 2019. Ha pubblicato Aurora allo specchio (2021), Rami e radici (2022), Briciole di pane (2023), Un’altra alba (2024) e Per tutto il tempo (2025) con Youcanprint.


Sorprendente come sempre. Il tuo scrivere mette serenità
Mi viene in mente come il “gesto” ( gesture in inglese) è considerato da alcune teorie sociologiche. Il significato che esso ha anche nelle emozioni, facendole sorgere e suscitandole nell’ altro. Le parole dell’ autrice ne sono un bell’ esempio…
Profondo come sempre, grazie