La poesia nel dì di domenica: “Ha indossato la camicia…” di A’isha Arna’ut

Durante il regime di Assam padre fu costretta, come molti altri artisti siriani, a lasciare il suo paese ed espatriare in Francia.

Non si trovano molte notizie sulla poeta protagonista oggi della nostra rubrica. Nata nel 1946 a Damasco, in Siria, A’isha Arna’ut ha studiato letteratura francese. Autrice di raccolte in lingua araba e di programmi televisivi per l’infanzia trasmessi dalla televisione di stato, nel 1978 si è trasferita a Parigi per raggiungere il marito, l’artista Sakher Farzat, oppositore del regime, che insegnava alla Facoltà di Belle Arti e si è impegnata per sostenere le iniziative del movimento democratico in Siria. In quegli anni ha iniziato a scrivere anche in lingua francese.

L’ascolto della poesia che presentiamo oggi, Ha indossato la camicia…, tratta dal libro pubblicato da Mondadori Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee, è accompagnato dal video elaborato da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: Serena Betti

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Ha indossato la camicia…

Ha indossato la camicia, ha preso l’ombrello
non ha detto parola
nemmeno io.

Dopo che se n’è andato
sono rimasta innanzi allo specchio
ho estratto la lingua
per vedere se erano rimaste impigliate delle parole.
Purtroppo ho visto solo muscoli e vene.

Ho ritirato la lingua
sono scoppiata a ridere
la risata non è una parola – poi ho infranto lo specchio.

Da quel momento
ho continuato a infrangere specchi
invano
cercandone uno
che non riflettesse
più, uno specchio
che infrangesse me.

( tratta da Vivo di poesia)

 

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