Discorso di Cristiana Girelli al Quirinale: «Meritiamo rispetto e visibilità.»

Discorso di Cristiana Girelli al Quirinale - l'altro femminile
Un estratto dal discorso: «Non è un minuto a definirci, ma la voglia di dimostrare il nostro valore e la speranza di ogni bambina.»

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Il 24 luglio scorso, dopo l’eliminazione in semifinale agli Europei 2025, la Nazionale di calcio femminile è stata invitata al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un’occasione per onorare il percorso sportivo delle Azzurre, ma anche per dare voce a un messaggio più ampio: quello affidato alla capitana Cristiana Girelli, che ha preso la parola per rivendicare il valore, la visibilità e il futuro del calcio femminile in Italia.

«Signor Presidente della Repubblica, tornare oggi al Quirinale per noi è un onore immenso. Sei anni fa, nel 2019, dopo un quarto di finale di un mondiale, siamo arrivate qui con la sorpresa negli occhi e l’entusiasmo nel cuore. Oggi portiamo con noi qualcosa in più: la consapevolezza. La consapevolezza di valere e di poter sognare in grande. La consapevolezza di portare sulle spalle molto più di una maglia: la speranza di tutte le bambine che ci guardano e pensano “un giorno sarò lì anch’io”.

Eravamo a un minuto dalla finale, un solo minuto, ma non è quel minuto a definirci. Ci definiscono il cammino, la fatica condivisa, le lacrime sincere, la voglia feroce di dimostrare che meritiamo rispetto, visibilità e futuro. Questa squadra non è soltanto un gruppo di giocatrici, è un collettivo che ha imparato a lottare insieme, a cadere senza spezzarsi e a rialzarsi con orgoglio.

Per questo oggi non raccontiamo una sconfitta, bensì portiamo un messaggio che ci sta a cuore: lo sport non è solo un gioco, è cultura, educazione, è futuro. Investire nello sport e nel calcio femminile non significa sostenere un settore, ma credere in un paese più sano, più giusto e più consapevole. Ogni campo dove una bambina può sentirsi libera di sognare, ogni scuola che riconosce lo sport come linguaggio universale, ogni società che mette le persone al centro, è un passo verso una nazione migliore.

Il calcio femminile in Italia ha compiuto passi enormi, ma ha ancora tantissima fame. Non è più una novità, è una realtà viva, bella, autentica. Ha solo bisogno di fiducia, progettualità e visione.

Siamo qui per dire grazie a chi ci ha sostenute e ha creduto in noi quando non era affatto scontato. E per ricordare che ogni bambina che oggi prende un pallone in mano ha il diritto di sognare esattamente come abbiamo fatto noi.

Grazie a Lei, Presidente, per riceverci. Interpretiamo questo invito come un segno di rispetto non solo per la nostra squadra, ma per tutte le persone che ogni giorno danno il massimo per il nostro tricolore. Le promettiamo di continuare ad alimentare la fiamma che si è riaccesa e che speriamo non si spenga più. Continueremo a lottare con dignità, coraggio e cuore per lo sport, per le donne e per l’Italia, con orgoglio e immensa gratitudine. Grazie.»

Speranza per le generazioni future

Il discorso di Girelli segna un’evoluzione significativa: dalla sorpresa del 2019 alla solida consapevolezza del valore del calcio femminile. La loro missione, chiarisce, va ben oltre il campo da gioco: rappresenta una fonte di speranza per le generazioni future. È un appello convincente a credere nello sport femminile come investimento chiave per una nazione più sana, giusta e consapevole. Questo non è solo un messaggio, ma una bussola che indica la direzione: non si tratta più solo di vincere partite, ma di forgiare un futuro in cui ogni sogno sportivo femminile possa fiorire, illuminando il cammino per chi verrà.

Cinzia Inguanta

Foto in alto: La nazionale azzurra al quirinale. Foto FI2GC

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