Bo sta vivendo l’ultimo tempo della propria vita. Si troverà a fare un bilancio del cammino compiuto, umano ed emotivo.
Se qualcunə, qualche giorno fa, passando per la periferia di Agliana, ha visto una donna portare a spasso due cani piangendo, molto probabilmente ero io che ascoltavo la fine di Quando le gru volano al sud.
Il romanzo di Lisa Ridzén, uscito per Neri Pozza nell’aprile del 2025, racconta di Bo, ottantanove anni, le cui giornate trascorrono tra le visite degli assistenti domiciliari e i ricordi del passato. Rimasto da solo dopo che l’amata moglie Fredrika è stata trasferita in una casa di cura, l’unico appiglio alla sua testarda indipendenza è rappresentato da Sixten, il giovane cane. Il figlio Hans, però, glielo vuole portare via, preoccupato per la sua incolumità. Bo si ribella, si scontra con lui, con cui non ha mai saputo comunicare. Allora ritorna con la memoria al proprio di padre, uomo rigido e freddo. Alla madre, che sapeva mediare, al grande amore per Fredrika, al legame col migliore amico, alla tenerezza per sua nipote. Rivive gli anni del passato intrappolato in un corpo che non gli risponde più. È testardo, si aggrappa alla propria flebile indipendenza, ma giorno dopo giorno gli sfugge via.
Quando le gru volano al sud tocca con una delicatezza tangibile la solitudine (non solo fisica) delle persone che vivono la loro ultima età. Bo s’interroga sulla propria vita, sulla sua capacità di essere stato un buon padre. Emozionanti sono i momenti in cui vorrebbe comunicare con Hans ma si blocca, lottando con sé per oltrepassare l’esempio genitoriale con cui lui stesso è cresciuto.
Lisa Ridzén alimenta la capacità immersiva di chi legge usando la voce di Bo. Noi ascoltiamo i suoi pensieri, le sue emozioni. Tocchiamo la familiarità sicura del pelo di Sixten, annusiamo il profumo dello scialle di Fredrika, sentiamo il calore delle lacrime che sgorgano quasi senza controllo. Tutto il romanzo è un bilancio, il tirare le somme di quando si arriva al tramonto della vita. Ma è anche una fotografia dei pensieri inespressi di chi non si aspettava la consapevolezza di non farcela più da solə. A me è arrivato molto forte anche il senso di smarrimento che prova una persona molto anziana, quando capisce che non può più essere indipendente e libera. E mi sono intenerita molte volte durante l’ascolto, sicuramente è stata una delle letture più toccanti che abbia mai fatto.
Serena Pisaneschi
Foto in alto: Lisa Ridzén, foto di Gabriel Liljevall
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