Impegnata in ambito scientifico e civile, Eva Mameli è un esempio di quanto sia necessario superare pregiudizi e discriminazioni.
L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza e non c’è modo migliore di onorare l’occasione raccontando la storia di una scienziata italiana.
Eva Mameli, nata Giuliana Luigia Evelina Mameli e poi coniugata Calvino, è stata una botanica e naturalista italiana. È venuta al mondo il 12 febbraio del 1886 a Sassari. Esattamente nello stesso mese in cui si onora la sua professione; un segno del destino vero e proprio.
Al pubblico è nota soprattutto per essere la madre dello scrittore Italo Calvino. Tuttavia, il suo ruolo non si può, né si deve, limitare solo a questo. Eva Mameli non è la madre di, ma è Italo a essere il figlio di.
Quella che sto per raccontarvi è la storia di una pioniera.
La sua sete di conoscenza si manifesta sin da ragazzina e, sostenuta dalla famiglia, si iscrive all’Istituto tecnico, all’epoca di sola frequentazione maschile. Poi si iscrive al corso di Scienze dell’Università di Cagliari, conseguendo il diploma in fisica e matematica per insegnare nelle scuole.
Dopo il trasferimento a Pavia, nel 1907 si laurea in Scienze Naturali. Da questo momento intensifica la sua attività di ricerca e intanto prosegue con gli studi.
Ma la vera svolta avviene nel 1915 quando diventa la prima donna a ottenere la libera docenza per insegnare botanica nelle università italiane.
La ricerca scientifica sarà sempre centrale nella sua vita e lo dimostra il suo trasferimento a Cuba in seguito al matrimonio con Mario Calvino. Qui Eva inizia a dirigere una Stazione Agronomica sperimentale per produrre canna da zucchero. Nel 1925 a Sanremo dirige la Stazione sperimentale di floricoltura “Orazio Raimondo”.
Il figlio Italo l’ha definita «la maga buona che coltiva gli iris», a riprova di quanto la dimensione naturale fosse per lei importante. La sua passione, infatti, è inarrestabile: nel 1930 con il marito fonda la Società italiana amici dei fiori e la rivista Il Giardino Fiorito.
Inoltre, si occupa della tutela degli uccelli e per questo è considerata la prima e unica donna impegnata nella salvaguardia della natura tra i due conflitti mondiali.
Tutti i suoi studi confluiscono in una produzione scritta scientifica assai ricca: scrive di lichenologia, micologia e fisiologia vegetale, di genetica, fitopatologia e floricoltura, in aggiunta ad articoli sul benessere dei volatili.
Non è stata solo una scienziata, ma si è anche impegnata nella sfera civile: è membro della Croce Rossa Italiana e durante la Prima Guerra Mondiale opera in qualità di infermiera, ricevendo prima la medaglia di bronzo e poi la medaglia d’argento al merito.
Una donna dalla personalità forte, come la ricorda Italo, e perseverante nella difesa delle proprie idee. Questa sua tenacia crea una distanza nel rapporto con i figli, e Italo la descrive come una donna severa e austera, per lui era «Senza incertezze, ordinata, trasformava le passioni in doveri e ne viveva.»
Eppure Eva Mameli è stata fondamentale nella formazione di Italo come scrittore, nella creazione del suo linguaggio letterario. Nel libro Il dubbio e il desiderio. Eva Mameli Calvino (Electa, 2023) di Silvia Bencivelli emerge l’aspetto intimo di Mameli, quello fatto di diari e di lettere, di ricerca del suo posto nel mondo.
A pensarci bene, sono elementi che ritroviamo nella letteratura calviniana. E sebbene Calvino abbia preso le distanze da una madre che considerava poco affettuosa, è indubbio che abbia un debito nei suoi confronti.
In una ricorrenza importante come quella delle donne nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), sono onorata di ricordare una scienziata che si è ritagliata uno spazio tutto suo.
Che Eva Mameli sia un esempio per tutte noi: non ci sono limiti per le donne.
Tutta la sua esistenza si riassume nelle sue stesse parole: «Dentro di me sentivo una gran voglia di imparare […] sapevo che desideravo scoprire per essere utile.»
Altea Fiore
Foto in alto: Eva Mameli, foto da Wikimedia Commons
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Molto bello! Vorrei sapere di più della rivista e di cosa vi occupate veramente.sono una
” Scrittrice in erba” ho 82 anni.
Mi piace scrivere di donne,il mio primo libro è
Il filo che donne semplici non hanno spezzato. Vite di coraggio,resilienza, generosità,amore.sono storie vere.mi piacerebbe parlarne con voi…