Poeta mistica, immersa in un mondo invisibile, esplora il mistero dell’esistenza, sospesa tra terra e cielo.
Emily Dickinson è una poeta complessa e affascinante proprio per la sua dimensione enigmatica e spirituale, che riscopre e coltiva attraverso la solitudine. Quest’ultimo è un tema ricorrente nella sua opera, non come isolamento sterile, ma come condizione necessaria per entrare in contatto con presenze misteriose. La scelta radicale di ritirarsi dal mondo è per la Dickinson un atto essenziale, un cammino verso una relazione più profonda con l’invisibile.
Nelle sue poesie emerge spesso e con forza la sensazione di non essere completamente sola; un aspetto che la poeta sottolinea con intensità. La solitudine, infatti, si rivela impossibile da vivere pienamente a causa della presenza di creature misteriose e segrete, invisibili all’occhio umano.
Nella poesia di oggi, le presenze di cui scrive sono annunciate da «messaggeri interiori» segni intimi e silenziosi che solo una sensibilità acuta può cogliere.
Dopo le poesie proposte sulla nostra rubrica, questa domenica vi invitiamo ad ascoltare Sola, non posso essere. L’audio, a cura di Serena Betti, è accompagnato dal video di Debora Menichetti.
Debora Menichetti
Foto in alto: Emily Dickinson
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Sola, non posso essere
Sola, non posso essere –
poiché schiere – mi visitano –
compagnia senza traccia –
che elude chiavi –
Non hanno vesti, né nomi –
non almanacchi – né climi –
ma case diffuse
come gnomi –
Il loro venire, è annunciato
da messaggeri interiori –
il loro andare – non lo è –
poiché non vanno mai –
(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

