La poesia nel dì di domenica: “In fondo al baratro“ di Gioietta Lucaccini

Gioietta Lucaccini
“I sentieri del mio pensiero lieve” è il titolo scelto dalla poeta di oggi per il suo primo libro che verrà pubblicato tra pochi giorni.

Una rubrica molto seguita del nostro blog è Donne oltre il consueto di oggi, ispirata dalla mostra fotografica Fate! Gli scatti realizzati da Manola Biggeri, accompagnati dalle parole di Paola Giannò, raccontano storie di donne che, con grande spirito di iniziativa e ingegnosità, hanno dato una svolta alla loro vita. Ed è grazie a questa rubrica che ho conosciuto Gioietta Lucaccini.

Dopo alcuni scambi di messaggi siamo finalmente riuscite a parlarci al telefono ed è stata una conversazione molto interessante e “gioiosa’”. Dopo i primi minuti mi è venuta alla mente la famosa locuzione latina nomen omen: il suo nome è perfetto perché Gioietta è un’esplosione di vitalità, curiosità, interessi, conoscenza, simpatia.

Ama tantissimo leggere e di questa passione ne ha fatto un blog, Cute Books, attivo su Facebook e su Instagram, ricco di recensioni, aforismi, poesie, riflessioni e spunti di riflessione. Ma il suo entusiasmo in questo periodo è legato anche alla prossima pubblicazione, con Youcanprint, del suo primo libro di poesie, I sentieri del mio pensiero lieve, che uscirà a breve. Al centro di questa raccolta c’è l’amore visto in tutte le sue declinazioni.

Nella sinossi che troviamo nella quarta di copertina si legge: «Ogni sua forma assume agli occhi della scrittrice un tassello che le permette di edificare le mura solide della sua anima. Nelle parole che ci lascia sembra dirci che è solo nella gioia di un nuovo inizio nel palpitare del cuore, nel prendere coscienza di un rapporto finito o che mai inizierà, assaporando interamente ogni singolo istante, la persona può crescere ed attingere al grande mistero della vita.»

La poesia d’amore che abbiamo scelto oggi parla di una storia finita, della mancanza e del desiderio dell’altro che trascina nel baratro. Ma toccare il fondo sarà anche la spinta per rinascere, per ricominciare a vivere.

La lettura di In fondo al baratro, è accompagnata dall’elaborazione video di Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: Gioietta Lucaccini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In fondo al baratro

Voglio stare da sola
Raggomitolata su me stessa
E
Abbracciare la piccola me.
Non voglio vedere nessuno
Che non sia la mia immagine riflessa nello specchio,
In fondo al baratro,
Sporgermi
E
Vedere te che mi vuoi tendere la mano,
Ma io so.
È una illusione.
Non vuoi aiutarmi.
Vuoi portarmi fino in fondo
Al buio,
Laddove si spengono le speranze,
Dove muoiono i miei sogni
E
Solo te vivi.
No.
Lentamente mi sollevo.
Sento il peso addosso.
Barcollo.
Mi giro.
Ho le vertigini.
Cammino.
Un piede dopo l’altro.
Poi sempre più forte.
Non corro.
Soppeso ogni passo
Ma
Non mi fermo.
Sento la terra calda sotto i piedi.
Cammino.
Non mi volto.
Sento il sole che mi bacia la schiena.
Sento me.
Sono viva.

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