Le dee vergini: libertà e realizzazione. Artemide e le lune d’Aria

Artemide
Queste dee non sono la metà di nessuno, loro caratteristica è non avere bisogno di definirsi attraverso una relazione.

Le dee verginiArtemide, Atena ed Estia – sono caratterizzate innanzitutto dal non avere bisogno di definirsi attraverso una relazione: queste dee non sono la metà di nessuno. La parola “vergine” in questo contesto non ha a che fare tanto con l’integrità fisica, quanto con il concetto di completezza e autonomia per quanto riguarda l’appagamento dei desideri. Per queste dee è centrale perseguire obiettivi esterni, il raggiungimento dei quali le porta a sviluppare un profondo senso di valore personale. Intendiamoci, essere contraddistinte dall’archetipo di una dea vergine non significa non poter avere una relazione sentimentale o non ambire a una famiglia, bensì una scarsa propensione ad affidare ad altri la propria realizzazione e, ancora più importante, a sacrificare quest’ultima per mantenere in vita un rapporto. Scopriremo più avanti che la particolarità delle dee vulnerate è opposta: definiscono se stesse attraverso il ruolo che rivestono all’interno di un legame.

Iniziamo quindi a parlare della prima delle dee vergini: Artemide. Da un punto di vista astrologico essa è rappresentata dalla Luna d’Aria, ovvero per esempio una Luna in Gemelli, o in Acquario, oppure ancora da una Luna in aspetto con Mercurio o Urano. Figlia di Zeus e della titanide Leto, Artemide fu la prima nata di un parto gemellare. Il suo nobile e noto fratello era nientemeno che Apollo. Appena uscita dal ventre materno, il mito ce la mostra aiutare la madre a partorire il gemello, poiché Era, gelosissima moglie di Zeus, aveva vietato alla figlia Ilizia, protettrice delle partorienti, di correre in aiuto dell’amante del marito. Viene narrato che, ancora piccina, si arrampicò sulle ginocchia del padre per chiedergli di essere benedetta, al pari del fratello, da una serie di doni. Tra essi, la verginità eterna, la possibilità di indossare per sempre una tunica corta, che non le impedisse il movimento e la corsa, il possesso di arco e frecce come il fratello, la sovranità sui boschi selvaggi, un seguito costituito da molteplici ninfe dei monti e delle acque con le quali condividere la sua attività preferita: la caccia. Il padre, conquistato dalla bellezza e dall’audacia della figliola, le concesse tutto. Artemide divenne quindi una dea libera, selvaggia, che però dava prova della sua grande compassione allorché invocata da una donna durante le doglie del parto, ma che sapeva anche dimostrarsi spietata verso coloro che entravano nel suo territorio, particolarmente nei confronti degli uomini che tentavano di possederla contro la sua volontà.

Il mito, da cui l’astrologia trae la quasi totalità dei suoi simboli, ci spiega in maniera molto chiara quali sono le caratteristiche della donna tratteggiata dal femminile artemideo. Centrale è innanzitutto il bisogno – non scordiamo mai che la Luna in astrologia ci descrive i bisogni più profondi di una persona – di focalizzarsi su uno scopo esterno a sé, che verrà perseguito mettendo in gioco tutte le risorse. Artemide infatti ci viene descritta come un’arciera che centrava sempre il bersaglio, abile almeno quanto il famoso fratello. Si tratta di un femminile autonomo, indipendente, libero, contraddistinto da uno spirito di profonda sorellanza nei confronti delle altre donne, come ci spiega il desiderio di Artemide di essere accompagnata da molte ninfe. Tale peculiarità non va sottovalutata, perché scopriremo che non tutti i modelli femminili archetipici riescono a scorgere una risorsa nelle altre donne, alcuni di loro le considereranno nemiche addirittura.

Luna daria - Artemide
Istockphoto

Ogni modello lunare descrive parti meravigliose, grandi potenziali, caratteristiche e punti di forza, ma anche lati più complessi. Qual è quindi il problema insito in questo modello lunare? Senz’altro la scelta. Questa Luna contiene molte connotazioni tipiche dell’adolescenza, come ci mostra il tipo di veste richiesta dalla dea al padre, che è un’età caratterizzata dall’indeterminatezza e pertanto dalla possibilità di avere tutte le strade ancora aperte davanti a sé. Per questa Luna infatti le scelte definitive sono particolarmente difficili, soprattutto per quanto riguarda le relazioni. Il coinvolgimento in un legame, come si diceva poco sopra, di per sé non è un problema, ma se esso assume un carattere ufficiale, attraverso ad esempio il matrimonio, oppure se interviene una maternità, le possibilità a disposizione diminuiscono inevitabilmente e una forte frustrazione potrebbe fare la sua comparsa. La Luna d’Aria ha infatti un acuto bisogno di sentirsi libera, di portare il cambiamento nella sua vita di quando in quando, ed è assolutamente allergica all’abitudinarietà e alla routine. Colei che porta nel tema natale questa Luna dovrà quindi imparare a garantire a se stessa una grande libertà e la possibilità di curare le sue innumerevoli passioni, ma anche comprendere che la persona amata dovrà necessariamente condividere il gusto per una vita piena di interessi, conoscenze e scambi.

La Luna artemidea simboleggia un femminile che non necessita di vivere la genitorialità per forza attraverso il suo aspetto biologico. La maternità è infatti una funzione e senz’altro è importante  che venga svolta, ma non obbligatoriamente attraverso una modalità tradizionale. Spesso questo tipo di femminile può con appagamento occuparsi dei figli degli altri, di animali, oppure dare la vita a un progetto.

Passiamo ora a descrivere il modello materno che ha incontrato la persona con questa Luna nel tema natale. Fantastico e stimolante per una figlia adulta, che trova nella genitrice molto spesso un’amica, una persona con la quale condividere ideali, interessi e progetti, sarà una madre avvertita senz’altro più difficile dal neonato e dal bambino piccolo. Mostra infatti madri che hanno faticato molto a leggere i bisogni del bambino, perché la funzione preponderante è quella del pensiero e sono pertanto abbastanza scollegate dall’istinto. Se da una parte sono madri che lasciano molto liberi i figli di autodeterminarsi, senza ritenersi in diritto di intervenire e influenzare le loro scelte, dall’altra possono farli sentire poco accompagnati e protetti.

Risulta evidente pertanto che ogni Luna, per essere completa e potersi dire appagata in ogni settore della vita, pur mantenendo la sua identità, deve integrare altri modelli. In questo caso sicuramente un po’ di Demetra o di Era, cui dedicheremo il dovuto spazio più avanti, sarebbero ottimali. Incontri importanti, percorsi di vita particolari, spesso in astrologia ben visibili dall’analisi dei transiti o delle progressioni, offrono proprio tale possibilità lungo il corso della vita.

Piccola bibliografia utile: Lidia Fassio, Simbologia della Luna, Spazio Interiore, 2013; Jean Bolen, Artemide. Lo spirito indomito dentro la donna, Astrolabio Ubaldini, 2015.

Stefania Marchesini
FB: Il Salotto Astrologico di Stefania Marchesini
salottoastrologico76@gmail.com

Foto in alto: Artemide, Museo del Louvre

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