Pillole di Femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #17

Campi di grano. Racconto tratto da In fondo al Mar , romanzo generazionale di Stefania Marchesini edizioni I Parolanti.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Quando ricominciavamo a frequentarci ci davamo appuntamenti come due amiche, due conoscenti, due quasi estranee.
Negozi, tantissimi negozi. Abbigliamento, arredamento, gioiellerie, scampoli, profumerie, casalinghi, antiquari, pelletterie.
Dopo un po’ che iniziavamo a girare, mi prendeva una smania incontrollabile di farmi regalare qualcosa. Qualsiasi cosa. Tutto. E più il rapporto ricominciava a incrinarsi, più la mia fame cresceva, quasi che, presentendo l’imminente arrivo dell’inverno che avrebbe ricoperto di gelida neve il nostro legame, volessi fare scorta dei suoi regali, affinché mi tenessero calda fino all’arrivo di una nuova estate.
Calzettoni pesanti viola, vestiti femminili e colorati, morbidi cuscini comprati all’IKEA, orecchini dalla foggia originale e capienti borse firmate.
Quando stavo insieme a mia madre mi sentivo per qualche ora di nuovo ricca. Mi sembrava di avere molti soldi e di poter fare e comprare qualsiasi cosa e ciò mi dava un’ebbrezza euforica. Poi, quando le prime foglie d’autunno iniziavano a staccarsi dal fragile albero del nostro rapporto, lentamente vedevo ogni ricchezza sgretolarsi tra le mie mani e mi rendevo conto che, invece di dobloni d’oro, stringevo monete di cioccolata, capaci di regalare un istante di sublime piacere, ma che non durano. E tra le mani mi rimaneva solo alluminio dipinto di giallo.
Una volta la portai con me all’università. Presentivo che il tempo a nostra disposizione stava nuovamente per finire, poiché nei decenni ho affinato un istinto infallibile che mi consente di avvertire con largo anticipo le maree del nostro rapporto, e volli regalarmi un altro bel ricordo insieme a lei: mia madre seduta di fianco a me nell’aula dove seguivo le lezioni di sanscrito, che mi guardava ammaliata, che mi considerava intelligentissima perché studiavo una cosa così difficile. Era fiera di me, quel giorno, così tanto che alla fine dell’ora volle andare a stringere la mano al mio professore, dicendogli che era “la mia mamma” e all’uscita mi regalò un portafogli viola.
Circa dieci giorni dopo tutto finì.

Stefania Marchesini

Il racconto Campi di grano è un estratto di In fondo al Mar ed. I Parolanti. Chi volesse leggere l’intera opera trova l’ebook (a costo zero) su Amazon: https://amzn.to/399hRwF.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto in alto: di Kellepics e Moritz320 da Pixabay

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
21 × 26 =