Sesso, identità di genere e altre questioni: un po’ di chiarezza

genere - identità di genere
«Le parole sono importanti… chi parla male, pensa male e vive male.» Con la consulenza tecnica di Camilla Vivian, una guida per orientarsi. Dal terzo numero della nostra rivista.

Trattare l’argomento sesso per molti è oggi ancora un tabù, se poi aggiungiamo la non conoscenza del concetto di “genere” e di molti termini coniati e diffusi in anni piuttosto recenti la frittata è fatta. Accade di frequente di ascoltare conversazioni in cui non comprendiamo il significato di alcune parole, che restano ammantate di mistero salvo poi andare, magari di nascosto, a cercarle in rete. Se ci scordiamo di farlo la nostra ignoranza resta.

Cercando di fare un po’ di chiarezza su un argomento ampio e sfaccettato, credo che la prima cosa da fare sia capire cosa sono sesso e genere, che non sono la stessa cosa. Quando parliamo di sesso biologico ci riferiamo a tutte quelle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e genetiche associate al maschile o al femminile o intersex. Il sesso, come il genere, non è esclusivamente binario, può avere caratteristiche varie ma non per questo patologiche.

Per genere si intendono invece i ruoli, i comportamenti e le attività che la società attribuisce alle donne e agli uomini, ciò che gli altri ritengono adeguato. Si tratta quindi di costrutti che cambiano da una società all’altra e nel corso del tempo che sono fortemente legati agli stereotipi tipici delle diverse comunità. Altra cosa ancora è l’identità di genere che si riferisce a quello che ognuno sente di essere, a come si percepisce. Questa percezione è assolutamente individuale e può allontanarsi da quanto la società si aspetta e considera appropriato, da quanto definito dal sesso biologico e soprattutto dai ruoli di genere che la società (gli altri intorno a noi) ritengono consono.

Dalle diverse possibili combinazioni fra sesso e genere derivano i termini cisgender (quando quello che sono e quello che mi sento di essere coincidono) o transgender (quando invece mi è stato attribuito un genere che non sento mio). Una volta era comune differenziare transgender e transessuale intendendo per transessuale la persona che compiva una transizione anche medico/chirurgica. Oggi, proprio perché si sa che l’identità di genere non ha nulla a che vedere con l’anatomia e che spesso quella riassegnazione di genere era indotta dalla legge che ti costringeva a eseguirla, pena la non concessione del cambio dei documenti, si è dismesso il termine e lo si considera obsoleto e patologizzante.

A complicare ulteriormente le cose, si fa per dire, c’è anche l’orientamento sessuale che è riferito all’attrazione erotica e affettiva verso persone dello stesso sesso, del sesso opposto, di entrambi i sessi o di nessuno dei due. In realtà in tutto questo non ci sarebbe niente di complicato se solo alcuni non sentissero così indispensabile dover avere una visione binaria; se non si concentrassero così tanto sulla genitalità altrui come se potesse avere chissà quale significato. In definitiva siamo solo tutti delle persone, ognuna differente dall’altra anche per mille altre questioni che esulano da sesso, identità di genere e orientamento sessuale.

genere - identità di genere - settenoveQualcuno potrebbe pensare che queste tematiche riguardino solo una piccola minoranza. Anche se fosse non si comprende come una minoranza debba essere discriminata su un aspetto così importante come la libertà di essere se stessi. Si tratta di realtà poco raccontate e potrebbero riservare anche grandi sorprese. Per comprendere e affrontare in modo inclusivo la questione, un valido strumento potrebbe essere la lettura di Una scuola arcobaleno. Dati e strumenti contro l’omotransfobia in classe di Valeria Roberti e Giulia Selmi edito nel 2021 dalla casa editrice Settenove.

Fra i tanti spunti di riflessione offerti colpisce nell’introduzione l’indicazione alla ricerca nazionale Be proud! Speak out! sull’esperienza dei e delle giovani LGBTQI a scuola nell’anno scolastico 2016/2017 e pubblicata nel 2018 nell’ambito del progetto realizzato da Centro Risorse LGBTI, in collaborazione con Il Progetto Alice, con il supporto di GLSEN, Teachers College, Columbia University (NY) e ILGA – Europe. Attraverso un sondaggio on line oltre mille studenti fra i tredici e i venti anni si sono espressi in merito alla loro esperienza scolastica su eventuali episodi o esperienze di discriminazione, molestie e percezione della sicurezza. Per la comprensione del fenomeno indagato, il questionario prevedeva domande anche sul tipo di scuola frequentata, se primaria o secondaria, e in merito alla propria identità di genere e orientamento sessuale.

Il campione presenta un’età media di 16,8 anni e predomina la componente femminile (64,7%). Di questi 1.097 adolescenti il 33,5% si dichiara lesbica, il 20,8% gay e 39,7% bisessuale. I dati raccolti evidenziano un ambiente scolastico ostile nei loro confronti: tra termini dispregiativi, offese, molestie verbali e fisiche dimostrano che occorre intervenire per sviluppare una società accogliente e che abbia rispetto delle diversità. Il fatto che la maggioranza di coloro che hanno compilato il questionario siano femmine potrebbe essere un ulteriore spunto di riflessione su quanto sia ancora più forte la discriminazione verso un maschile che non si conforma agli stereotipi e su quanta strada c’è ancora da fare perché ogni persona sia libera.

L’ultima parte del testo è dedicata all’indicazione di libri, film, serie tv e siti web che negli ultimi anni si sono occupati di un tema che, in questo momento storico, non possiamo non affrontare e soprattutto non conoscere. Una cosiddetta “cassetta degli attrezzi” utile per educatori, genitori e chiunque desideri approfondire e comprendere.

Paola Giannò

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