Inventing Anna, voglia di riscatto: quale prezzo siamo dispostə a pagare?

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Una donna misteriosa che genera più interrogativi che certezze, ma che riesce ad ammaliare chiunque le graviti intorno.

Chi è Anna Sorokin? È questa la domanda alla quale Vivian Kent tenta di rispondere in settimane di indagini, nonché nove puntate da un’ora circa, nella serie originale Netflix Inventing Anna. Vivian è una giornalista che, a causa di uno scivolone lavorativo, si trova costretta ai margini della redazione di un periodico newyorkese. Incappa nella storia di Anna quasi per caso, ma fiuta subito che, dietro all’apparente notizia di una socialite qualsiasi arrestata per frode, si nasconda molto di più. Inizia così una ricerca serrata sul passato di Anna e di tutte le persone che hanno gravitato nella sua orbita nei mesi che ha trascorso nella Grande Mela. Alta società, nomi illustri, ambienti sfarzosi, tutti luoghi in cui Anna si sente a proprio agio. Inventa se stessa e diventa Anna Delvey, progetta l ‘ADF – Anna Delvey Foundation, si fa conoscere e ammirare, ammalia, convince. Conquista così tanto la fiducia delle persone che nessuno si pone domande su di lei, fino a quando tutti i nodi arriveranno al pettine.

Ma cos’è di Anna che convince così tanto? Indubbiamente la sua smisurata sicurezza. Una ragazza giovane e sveglia, intraprendente, mai titubante. Affronta ogni situazione con polso e altezzosità, sempre molto al di là delle proprie possibilità senza mai darne sospetto a nessuno. Le credono perché Anna fa quello che ci si aspetterebbe, parla, agisce, si comporta da figlia di magnate straniero con un fondo fiduciario da capogiro e l’aria della bambina viziata. Questa sua ostentata pienezza di sé è un biglietto da visita più che referenziale per l’ambiente che frequenta. Ma non basta la sua ricercata superbia a spingerla verso un terreno accidentato ma allettante, a muoverla è soprattutto una voglia di riscatto personale. Si ritiene da sempre destinata a fare grandi cose e ha tutte le capacità per farle, ma gli ostacoli sul cammino si fanno sempre più alti. Più volte si lamenta che essere donna e, per di più, molto giovane, sia stato d’ostacolo alla realizzazione dei suoi progetti. C’è chi prova a portarsela a letto, chi non le concede credibilità, e tutto questo la mortifica. Ha un grande sogno che rappresenta anche il compimento di sé, ma fatica a realizzarlo e questo la porta verso la fine. Manterrà la sua fierezza però, in qualsiasi occasione. Con scaltrezza e un bel po’ di sfacciataggine terrà sempre la testa alta per dimostrare al mondo che Anna Delvey è qualcuno.

La cosa sorprendente di questa serie è che si ispira a una storia realmente accaduta. Anna Sorokin esiste davvero e ha fatto tutto quello che la serie televisiva mette in scena. La bravissima Julia Garner le è somigliantissima non solo fisicamente, ma anche negli atteggiamenti e nel renderla concreta. L’attrice ha anche voluto incontrare la vera Anna per entrare meglio nel personaggio. Non c’è dubbio che Anna Sorokin abbia commesso dei reati, ma io ho visto in lei anche una donna forte e determinata, una donna che voleva perseguire un obiettivo a tutti i costi. Ha sbagliato i modi, certo, e un’indole incline alla superbia non l’ha certo aiutata a scegliere la strada giusta. Ma, condannando senza dubbio l’uso smisurato della frode come mezzo di realizzazione, siamo sicuri che a una Anna onesta avrebbero dato anche un piccola percentuale di credito che hanno dato alla Anna truffatrice? Io onestamente ho qualche dubbio.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: una locandina di Inventig Anna

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