Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #206

Liv Ullmann - Pillole di femminile
Liv Ullmann nei suoi libri ha raccontato la sua generazione cresciuta tra educazione tradizionale e rivoluzione femminista.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call: cerchiamo nuove voci per le nostre pillole. Invia il tuo racconto entro il 31 agosto 2026.

Liv Ullmann, attrice simbolo del cinema bergmaniano, ha scritto libri autobiografici molto introspettivi. Scelte, pubblicato da Mondadori nel 1985, non è solo un’autobiografia: è un testo sulla crescita interiore, sulla fatica di conciliare la carriera, la rivendicazione di autodeterminazione e libertà, e il desiderio di essere una madre presente, accogliente, capace di proteggere. Ullmann scrive con sincerità, delicatezza e profondità, offrendo un ritratto di sé che è anche quello di una generazione di donne in trasformazione.

«… È vero che ci raccontiamo tante cose, ma quanto all’armonia e alla possibilità di condividere ogni esperienza tra me che ho quarant’anni e lei che ne ha tredici, niente da fare. Non è stato che un sogno.

Eppure, io voglio darle il mio amore voglio che si senta protetta. So quali sono i suoi veri bisogni, mentre spesso non riesco a far altro che riversare su di lei le mie paure.

[…] Osserva che ormai sono vecchia, così vecchia da non riuscire a capirla. Le rispondo che si sta comportando come una bambina. Si alza e se ne va. Anche i nostri socievoli uccellini si levano in volo con un gran frullare di ali, disperdendosi in tutte le direzioni.

Resto immobile, come inchiodata alla sedia, e la guardo allontanarsi tutta rigida e dritta. Gira attorno all’ultima tenda e sparisce. Sento il cuore che frulla come le ali degli uccelli.

Bambina, non guardarmi con quegli occhi in cui leggo tutta la tua rabbia. Anche se poco fa stavamo ridendo assieme, devo aver fatto qualcosa che ti ha delusa.

Se solo potessi capire che la mia età è difficile quanto la tua, che faccio la stessa fatica ad analizzare le emozioni che si scatenano in me quanto tu a conoscere il tuo corpo! Entrambe dovremo aspettare mesi o anni per arrivare al termine di questo processo di evoluzione, che ci tiene in continuo movimento e fa sì che in noi non ci sia niente di definitivo. Il tuo corpo esile fiorirà e le tue splendide ciglia nere getteranno ombre sulle guance rosa, imporporate da pensieri segreti, mentre il mio corpo non sarà mai più tanto aggraziato, né i miei movimenti tanto agili e sciolti come quando non ne avevo consapevolezza.

Forse arriverò a guardarti anche con un senso di invidia che mi renderà vergognosa e infelice. Ti osservo mentre stai appoggiata a un albero sotto lo sfavillio dei fiori bianchi. Non sai nulla dell’avventura che ti attende, del lungo viaggio per diventare donna. Oggi ti limiti a soffrire, ignara del fatto che giorno per giorno ti stai aprendo come una rosa.

Me ne sto qui in un paese straniero, con le braccia conserte e ancora tanta giovinezza dentro di me. Come te, sono piena di dubbi; come te, voglio qualcuno che capisca le mie insicurezze, anche se ho meno tolleranza per la mia adolescenza di quanto non l’abbia per la tua.

E mentre ci trasformiamo e attendiamo che si manifestino gli effetti di questa trasformazione, tu devi per forza ribellarti, proclamando a gran voce e la tua rabbia. Solo così potrai liberarti di me che stento ad accettare l’idea che si sta avvicinando il momento in cui dovrò rinunciare a te e lasciarti andare.

Non dobbiamo farci spaventare dai cambiamenti e nemmeno viverli come una minaccia. Siamo in costante movimento. La mia bambina e io…»

Serena Betti

Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi

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