La poesia nel dì di domenica: di nuovo insieme a Edda Billi

Immaginaria, il festival di cinema indipendente a tematica lesbica e femminista, le ha dedicato l’edizione di quest’anno.

Fondato a Bologna nel 1993 dall’Associazione Culturale Visibilia APS, Immaginaria è il primo festival internazionale nato con l’obiettivo di raccontare le vite, la cultura, l’arte, la storia, la politica delle donne lesbiche e femministe impegnate a costruire un mondo diverso.

La ventunesima edizione, che si è tenuta a Roma dall’8 al 10 maggio di quest’anno, è stata dedicata a Edda Billi. Ed è proprio questa la poeta che ritroviamo oggi.

Questa la presentazione dell’attivista morta nel mese di gennaio: «Nata in Maremma e trasferitasi a Roma negli anni Cinquanta, Edda Billi è stata, a partire dagli anni Settanta, tra le protagoniste del femminismo radicale italiano. Attivista, teorica e poetessa, ha militato nei collettivi femministi romani e ha contribuito in modo determinante alla costruzione di spazi e linguaggi per l’autodeterminazione femminile. Suo contributo fondamentale è stata l’introduzione del termine “femminicidio” nel dibattito italiano, quando la violenza contro le donne veniva ancora relegata a “delitto passionale” o “contro la morale”.

Ha fondato il Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, dedicato all’analisi critica del sessismo linguistico. Ha partecipato all’occupazione di Via del Governo Vecchio nel 1976 e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Lesbica dichiarata, separatista convinta, anticlericale e antimilitarista, Edda Billi ha sempre rifiutato cariche istituzionali per coerenza con la sua visione politica radicale. Ha sviluppato un’analisi originale sul nesso tra patriarcato, violenza maschile e guerra, considerando il primo come radice strutturale delle altre due. Edda ha attraversato più di cinquant’anni di lotte femministe, influenzando generazioni di attiviste.»

L’ascolto de Il cielo dei passi perduti, pubblicata dal blog Wordnews, è accompagnato dal video curato da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: La Notizia.net

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il cielo dei passi perduti

Dove trovano patria
le donne
che agitano i capelli
come bandiere al vento
che spazza strade
d’universi
se non nel cielo
dei passi perduti?
In compagnia delle falene
bianche
dalle ali di seta
e non le ferma
nè il muro di vetro
nè l’arrivo di sconsiderate
violenze
di questo mondo
sordo alla felicità
che non conosce
pietà nè compassione, costrette ad amare
i propri carnefici,
ma sanno che l’anima
vola
oltre la loro dis-umana
realtà.

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *