La poeta con cui apriamo la nuova stagione della nostra rubrica è considerata una delle fondatrici della poesia moderna scandinava.
L’influenza di Edith Södergran, considerata una delle fondatrici della poesia moderna scandinava, va oltre i confini geografici: la sua voce parla a chiunque senta che la poesia può essere un luogo di libertà.
Alida Airaghi scrive su SoloLibri.net: «Educata in prestigiosi collegi, si esprimeva perfettamente in russo, in tedesco, e ovviamente nella lingua materna, lo svedese parlato in Finlandia. Leggeva testi sia nelle lingue classiche, sia in francese, inglese, italiano.
Dai temi di ispirazione elegiaca delle prime raccolte, l’interesse della giovane poeta si orientò verso interessi politici e filosofici, frutto di approfondite letture, soprattutto da Freud e Nietzsche, con una precoce e risentita attenzione nei riguardi del ruolo subalterno delle donne nella società.
Quindicenne si ammalò di tubercolosi, la stessa malattia che aveva portato alla morte suo padre, e che la costrinse a lunghi periodi di cura in sanatori svizzeri…»
La sua aura è legata anche alla brevità della sua vita. Edith Södergran mori nel 1923, a trentunanni. Oggi, con il video curato da Debora Menichetti, ascoltiamo Le fiaccole.
Serena Betti
Foto in alto: Edith Södergran – Laboratori Poesia
Musica: La Montagna
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Le fiaccole
Voglio accendere le mie fiaccole sulla terra.
La mia fiaccola starà
in ogni cortile notturno
sulle alpi, dove il cielo è malinconia.
O mia fiaccola, illumina il volto di chi è impaurito,
di chi ha pianto, di chi è turbato, di chi si è
lordato.
Un dio dolce vi porge la mano:
senza bellezza l’uomo non vive un attimo.

