Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #196

Michail Bulgakov - Pillole di femminile
Questo sabato proponiamo un brano tratto dal romanzo Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

Per la rubrica Pillole di femminile, proponiamo un brano tratto dal romanzo Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Nella miriade di spunti che offre la narrazione, c’è una storia nella storia che mi ha colpita: quella di Frida. Il suo gesto e la punizione che le viene impartita riportano al tema più che attuale della necessità di ripartire equamente la responsabilità genitoriale.

«Questa invece è una donna insopportabile», disse Korovev, questa volta non più bisbigliando ma a voce alta, sapendo che nel frastuono di tante voci non si sarebbe più sentita la sua; «adora i balli e non fa altro che lamentarsi del suo fazzoletto.»
Margherita abbracciò con lo sguardo, tra coloro che venivano avanti, quella indicata da Korovev. Era una giovane donna di venti anni, straordinariamente bella d’aspetto, ma con degli occhi irrequieti e ossessivi.
«Quale fazzoletto?», chiese Margherita.
«Le è stata assegnata una cameriera», spiego Korovev «che da trent’anni le mette ogni notte un fazzoletto da naso sul comodino. Quando si sveglia il fazzoletto è già là. Lei ogni volta lo brucia nella stufa e lo affonda nel fiume, ma questo non le è di aiuto.»
«Che fazzoletto?», sussurrò Margherita sollevando e abbassando la mano.
«Un fazzoletto con l’orlo turchino. La storia è questa: quando lavorava nel caffè il padrone la chiamò per qualche motivo nel retrobottega e dopo nove mesi lei mise al mondo un bambino, lo portò nel bosco e gli ficcò in bocca il fazzoletto; poi seppellì il bambino nella terra. In tribunale disse che non aveva di che nutrire il bambino.»
«E dov’è il padrone del caffè?», chiese Margherita.
«Regina», miagolò all’improvviso da sotto il gatto, «Mi consenta di chiederle: che c’entra a questo punto il padrone? Non fu lui a soffocare il neonato nel bosco!» 

Erna Corsi

Foto in alto: Elaborazione grafica di Erna Corsi 

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