Dalla pista ai vertici della F1 Academy: come il motorsport sta cambiando grazie a inclusione e nuove opportunità femminili.
«Non mi è mai stato fatto credere, nemmeno una volta, di non poter raggiungere i miei obiettivi. E questo anche se stavo entrando, senza saperlo, in un ambiente fortemente dominato dagli uomini.» Così Susie Wolff ha aperto il suo discorso di ringraziamento dopo la vittoria dell’Icon Award ai Vital Voices Global Leadership Awards. Programma che celebra annualmente leader femminili impegnate in prima linea nel cambiamento.
Wolff, attuale managing director della F1 Academy, nel corso della sua carriera si è sempre battuta per una rappresentanza più ampia delle donne nel mondo del motorsport. Un impegno che, ancora oggi, sta portando avanti con estrema costanza e che, visibilmente, negli ultimi anni ha mostrato i suoi frutti. Basti pensare ai dati emersi dall’ultimo global survey, studio quadriennale condotto da Formula 1 e Motorsport Network, che fotografa l’evoluzione del coinvolgimento dei fan nello sport nel panorama globale. Condotta su oltre 100.000 partecipanti, la ricerca evidenzia l’evoluzione del pubblico della classe regina del Motorsport. Quest’ultimo oggi caratterizzato da un’età media più bassa, da una crescente incidenza femminile e dal ruolo centrale ricoperto dal mercato americano.
Questi dati si aggiungono a quelli comunicati nel 2022 da Stefano Domenicali, ceo della Formula 1. A quel tempo, il manager aveva dichiarato che il 40% dei fan del motorsport è donna. In effetti, tali numeri sono il frutto di una vera e propria strategia di rinnovamento. Il conseguente sviluppo del prodotto unisce oggi sport, intrattenimento, cultura e, soprattutto, una maggiore inclusività. A spingere questa crescita sono stati sicuramente i social media ma il lavoro di Susie Wolff e, dal 2023, della F1 Academy hanno certo contribuito.
Chi è Susie Wolff
Nata il 6 dicembre 1982 a Oban, cittadina della costa centro-occidentale della Scozia, Suzanne Stoddart iniziò a correre sui kart già a otto anni. Complice la passione dei genitori per i motori, allora possessori di un negozio di motociclette, sin dall’infanzia la piccola Susie era a conoscenza della struttura di diversi circuiti. Luoghi in cui la famiglia si recava spesso durante il fine settimana. Un qualcosa che ha segnato l’inizio della sua passione per le corse.
L’esordio della sua carriera professionale è arrivato, però, nel campionato britannico di Formula Renault. Competizione in cui ha ottenuto tre podi e ricevuto, in due occasioni, la candidatura al British Young Driver of the Year. Successivamente, Susie Wolff ha vissuto un breve periodo nella categoria propedeutica della Formula 3. In seguito, la pilota si è fatta notare nel campionato tedesco di auto da turismo DTM (Deutsche Tourenwagen Masters) gareggiando con Mercedes-Benz dal 2006 al 2012. In un secondo momento, a ventinove anni, è approdata in Formula 1 con la Williams in qualità di development driver. Iniziando, così, un nuovo capitolo della sua carriera nel motorsport.
Ma è stato nel 2014 che Wolff è riuscita a consacrare definitivamente la sua posizione nella storia dello sport. Il momento simbolo della sua carriera, infatti, arrivò quello stesso anno a Silverstone, quando prese parte alle prove libere del GP di Gran Bretagna. Un’azione che rese Susie Wolff la prima donna, dopo ventidue anni, a scendere in pista in un weekend di gara di Formula 1. Prima di lei, l’ultima donna ad affacciarsi al mondo del Circus era stata Giovanna Amati nel 1992. L’italiana però, nonostante prese parte a tre qualifiche del mondiale (Sudafrica, Messico e Brasile), non riuscì mai a conquistare un posto in griglia.
“Dare to be Different” e F1 Academy
Il ritiro ufficiale dalle competizioni nel 2015 è stato, per Wolff, un altro punto di partenza. Conclusa la carriera agonistica, infatti, la stessa iniziò a concentrare il proprio impegno sulla crescita del ruolo femminile nel motorsport. Nacque così, solo l’anno dopo, Dare to be Different, programma dedicato alla valorizzazione dei talenti femminili e alla promozione di una presenza più ampia delle donne all’interno del settore. Un progetto che, nel corso del tempo, non solo si è affermato a livello internazionale, ma ha anche acquisito ampia credibilità e riconoscimenti.
L’impegno di Susie Wolff per la crescita dell’inclusione femminile nel motorsport compì, poi, un ulteriore passo nel 2019. Anno in cui la FIA collaborò con lo stesso DTBD per lanciare un programma educativo rivolto alle ragazze tra gli otto e i diciotto anni. Il successo delle iniziative Girls on Track durante gli E-Prix di Messico, Berlino e Diriyah spinse poi la federazione ad ampliare il progetto su scala mondiale con FIA Girls On Track. Un’iniziativa pensata per avvicinare sempre più giovani donne al mondo del motorsport e incentivare una partecipazione femminile sempre più ampia.
Dopo diversi anni da team principal e CEO della ROKiT Venturi Racing, team monegasco di Formula E, l’ex pilota ha assunto il ruolo per cui ancora oggi è maggiormente conosciuta. Il 1° marzo 2023, infatti, Susie Wolff è stata nominata managing director della F1 Academy. Una categoria interamente femminile nata con l’obiettivo di formare e preparare giovani pilote per il salto verso livelli più alti del motorsport, ancora oggi attiva. Un campionato, con ragazze tra i sedici e i venticinque anni, che prevede un importante sostegno economico da parte di Liberty Media, proprietaria della Formula 1. Il tutto, dalla nascita, guidato e pubblicizzato dalla stessa Wolff.
Dei cambiamenti evidenti
In parallelo al lavoro di Wolff, e di tutti i diversi collaboratori, di recente è cresciuta anche la presenza femminile. Sia all’interno degli staff delle scuderie, sia nelle strutture operative dei team. Un cambiamento che ha riportato ottimismo sulla possibilità di rivedere presto una donna al via di un Gran Premio. Evento che manca, ormai, da diversi decenni.
Così come dichiarato dalla stessa vincitrice dell’Icon Award di quest’anno, «la F1 Academy costituisce un momento fondamentale per la Formula 1. La cultura sta cambiando. Le donne hanno, finalmente, un posto al tavolo e più opportunità. E penso che possa essere d’incoraggiamento per tutti sapere che non sono sola in questa sfida.»
Martina Romeo
Foto in alto: Suzanne Wolff (da formula1.com)
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