Un libro e un podcast che raccontano la voce delle donne nella Resistenza italiana e la costruzione della memoria collettiva.
In vista della Festa della Liberazione di domani, la mia proposta di questo venerdì è Partigiane, scritto da Stefano Catone, Serena D’Angelo e Amelia Perfetti, illustrato da Manuela Mapelli. Un libro ibrido tra divulgazione storica e narrazione civile, pensato soprattutto per un pubblico giovane e edito nel 2023 da People nella collana Tracce.
Mi affascina molto osservare come i grandi eventi della Storia, quelli che hanno trasformato la società segnando un prima e un dopo, sono raccontati alle persone più giovani. Com’è arrivato nelle vostre vite il racconto della Resistenza? Nella mia esperienza, è stato tramandato in famiglia dalle mie nonne e dai miei nonni, in modo profondamente personale. In particolare, mia nonna Vilmara mi ha parlato spesso della sua esperienza come staffetta partigiana. Un documento d’identità falso, i fratelli più piccoli con sé e una storia credibile da raccontare a chiunque le fermasse durante gli spostamenti, mentre portava messaggi ai partigiani nascosti.
Partigiane fa proprio questo, racconta la Storia attraverso le vicende di dieci donne che hanno vissuto la Resistenza italiana e ne sono state protagoniste. Le illustrazioni di Manuela Mapelli hanno un ruolo centrale. Contribuiscono, infatti, a costruire un immaginario visivo, danno forma a volti e gesti e rendono l’esperienza di lettura più coinvolgente. Le narrazioni, spesso in prima persona e fortemente immersive, permettono di avvicinarsi in modo diretto all’esperienza della lotta partigiana.
La narrazione, fluida, e lo stile, non banalizzante, sono uno degli aspetti più riusciti di questo volume. C’è infatti una grande cura nella brevità e nell’efficacia del messaggio che trasmette. La scelta di un linguaggio accessibile non impoverisce il contenuto, ma lo rende trasmissibile come memoria civile, trasformando eventi complessi in esperienze emotivamente comprensibili. Sicuramente, uno dei punti di forza del volume è l’equilibrio tra brevità e profondità. Grazie allo stile semplice e alla narrazione fluida, il messaggio arriva dritto al punto senza mai apparire banale.
Dalle pagine emerge con chiarezza il ruolo, a lungo sottovalutato e non raccontato, delle donne nella Resistenza: staffette, combattenti, organizzatrici. Il racconto mette in discussione una narrazione tradizionale centrata soprattutto su figure maschili e restituisce a queste esperienze la loro centralità. Non furono presenze marginali, ma protagoniste della Liberazione e, successivamente, della vita democratica italiana. Le loro azioni erano guidate da ideali che anticipano i principi della Costituzione: libertà, giustizia sociale e parità di genere.
Ursula Hirschmann e Ada Rossi ci raccontano che «”Confino” è una parola ispida e amara. “Condannare al confino vuol dire costringere qualcuno a separarsi dalla sua famiglia, dal posto che ha scelto, per trasferirsi altrove, lontano da tutti». Marisa Ombra è una figura poco nota, ma insieme alla sorella scriveva e stampava volantini che il padre distribuiva per organizzare e i lavoratori contro il fascismo. Un impegno che richiedeva un grande coraggio, così forte da portarla a scegliere di diventare staffetta partigiana.
Tutte le donne che si raccontano la loro storia in Partigiane hanno sfidato l’orrore della guerra sperando nella conquista della libertà. Sia le più conosciute come Ada Gobetti, Teresa Mattei, Renata Viganò, Nilde Iotti e Miriam Mafai che quelle che lo sono state meno come Carla Capponi e Lidia Menapace.
In abbinamento a Partigiane, propongo un podcast che racconta una vicenda accaduta vicino a dove vivo il 17 aprile 1944. Si tratta di Vera, una storia collettiva, una serie in otto episodi scritta e prodotta da Francesco Tanini, disponibile sulle principali piattaforme. Il podcast ricostruisce l’eccidio nazifascista di Berceto, nel comune di Rufina, in cui furono uccise undici persone.
Vera Vangelisti è tra le poche persone ancora in vita ad aver vissuto in prima persona quella giornata e gli eventi che la segnarono, tuttora non del tutto chiariti. A distanza di ventidue anni, questa ricorrenza continua a essere profondamente sentita, proprio domenica 19 aprile si è svolta la commemorazione ufficiale alla presenza delle istituzioni.
Un podcast particolarmente riuscito, anche grazie all’attenzione dedicata al montaggio e al lavoro sonoro dove le testimonianze dirette si intrecciano con materiali d’archivio in modo efficace. La voce di Vera occupa un ruolo centrale, pur senza essere l’unica, e riesce a trasmettere un’intensa carica emotiva. Il racconto non si limita alla strage, ma amplia lo sguardo, trasformando una vicenda locale in una riflessione più ampia sui processi di costruzione della memoria storica.
Le famiglie Vangelisti, Ebbici e Soldeti vengono travolte e sconvolte, ma che cosa accadde davvero? Anche in un luogo come Berceto, lontano dai grandi scenari della Storia, il peso del regime e della paura si impone con forza, rendendo quasi impossibile sottrarsi al potere. Vera perderà cinque componenti della sua famiglia, in una strage che ancora oggi non ha colpevoli accertati. Buon ascolto e buon fine settimana!
Sara Simoni
Foto in alto: illustrazione di Manuela Mapelli (da patriaindipendente.it)
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