“Il custode” – Il mito si fa carne e pietra per tornare polvere

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«Alle donne della mia vita». Il ritorno di Ammaniti è un invito a riscoprire le storie sommerse, a dare voce a chi è stato reso di marmo dal giudizio altrui.

Con Il custode, edito da Einaudi nel 2026, Niccolò Ammaniti compie un’operazione letteraria acrobatica. Prende infatti la tragedia arcaica e la scaraventa nel caos del presente, tra smartphone, storie Instagram e il rumore bianco della provincia siciliana. Il risultato è un romanzo di formazione che ha la densità del marmo e la velocità di un thriller psicologico.

Una favola nera sulla soglia di un bagno

Il protagonista, Nilo Vasciaveo, è l’ennesimo adolescente indimenticabile della galleria ammanitiana. A tredici anni, Nilo non deve solo affrontare i turbamenti della sua età, ma porta sulle spalle il peso di un’eredità millenaria. La sua famiglia è la custode di “qualcosa” di indicibile che vive nel bagno di casa. Questo espediente narrativo, tipico del grottesco dell’autore, trasforma l’ambiente domestico in un luogo mitologico e terrificante.

L’arrivo di Arianna e della figlia Saskia agisce come un reagente chimico in una soluzione instabile. L’amore, per Nilo, non è una liberazione, ma l’evento che scardina i lucchetti – reali e metaforici – che tenevano insieme la sua esistenza e quella del mostro.

Il mito di Medusa specchio del presente

Il cuore pulsante del libro risiede nel parallelismo tra il mito di Medusa e la realtà sociale. Ammaniti utilizza la figura della Gorgone per riflettere sulla colpevolizzazione della vittima. Attraverso gli occhi di Nilo, leggiamo la storia di una violenza di paese dove la vittima “se l’era cercata”, esattamente come la Medusa del mito, punita da Atena per una colpa non sua.

«Preciso uguale a Medusa.»

Questa frase di Nilo diventa il manifesto de Il custode. Il mostruoso non è ciò che sta dietro la porta del bagno, ma la crudeltà del giudizio umano e l’incapacità degli adulti di proteggere l’innocenza.

Uno stile che “pietrifica”

La scrittura è quella dei tempi d’oro: asciutta, visiva, capace di passare in una riga dal registro pop a quello tragico. Le sequenze finali, in cui il desiderio di Nilo di “fermare il tempo” si traduce in una metamorfosi di marmo e serpenti, sono tra le più alte e inquietanti mai scritte dall’autore. L’amore adolescenziale viene descritto nella sua forma più pura e, allo stesso tempo, più egoistica. La voglia di possedere l’altro fino a renderlo statua, per non lasciarlo andare mai.

Il custode-Ammaniti-laltro femminile-cinzia inguanta-recensioneConclusione

Il custode è un romanzo sul peso delle radici e sulla violenza del diventare grandi. Niccolò Ammaniti dimostra che la magia non si è rotta. Sa ancora raccontare quella terra di nessuno che è l’adolescenza, dove i mostri sono reali, gli dei sono indifferenti. E dove l’unica salvezza, forse, è avere il coraggio di guardare l’orrore dritto negli occhi, anche a rischio di restare di pietra.

Voto: 9/10 – Un ritorno magistrale che conferma Ammaniti come il “custode” indiscusso della nostra narrativa più autentica e crudele.

L’altro femminile

Il custode non è solo un romanzo di formazione o una favola nera. È un’indagine profonda su quella dimensione dell’altro femminile che la società spesso preferisce pietrificare in uno stereotipo piuttosto che comprendere.

Attraverso il mito di Medusa e il dolore di Arianna e Saskia, Ammaniti ci costringe a guardare oltre il consueto, lì dove il “mostruoso” è spesso solo il riflesso di una colpa inflitta da altri. La dedica dell’autore «alle donne della mia vita» diventa così un invito a riscoprire le storie sommerse, a dare voce a chi è stato reso di marmo dal giudizio altrui. Ma anche a riconoscere che, dietro ogni segreto custodito tra le mura domestiche, batte un cuore che reclama il diritto di non essere più prigioniero.

È proprio in questo scarto, tra l’antico silenzio imposto e il desiderio di emancipazione, che si gioca la partita più importante per le donne oltre il consueto.

Cinzia Inguanta

In alto: Il custode, fotomontaggio dalla un particolare della copertina

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