Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #189

Larissa Vannucci - Pillole di Femminile
Oggi vi presentiamo La madre, racconto di Larissa Vannucci. Quanto e cosa nascondono i sorrisi che abitano dentro le madri?

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni.

LA MADRE di Larissa Vannucci

Era un sorriso che partiva da dentro. Si irradiava dal cuore e usciva, luminoso, dagli occhi.

La giovane donna sorrideva accovacciata accanto a una bella bimba bionda e paffuta. Lei era l’opposto della figlia: mora, magra, occhi scuri.

La bimba aveva più o meno un anno e mezzo, precaria sulle gambe, ma già in grado di camminare.

Erano felici, raggianti.

Erano un mondo a parte, una bolla dentro la quale sarebbero restate ancora molti anni. Il resto era fuori.

Il resto contava poco in quei primi anni di vita della piccola. Si bastavano così, coi baci appiccicosi di purè e con le mani unte di pasta al burro che la bimba mangiava voracemente senza forchetta.

La giovane donna accovacciata continuava a sorridere e a sorreggere la figlia in procinto di scendere il gradino di pietra serena.

Una lunga vita fianco a fianco le attendeva. Una vita di complicità, intesa e amore condiviso. La donna mi guardava negli occhi, raggiante.

Eppure era una persona infelice, infilata in una vita difficile; caduta in un mondo ruvido e tirchio di abbracci e di baci, dei quali sentiva un bisogno insopprimibile. Un mondo che mal sopportava. Lei così tenera e sensibile, riversava sulla sua creatura tutta quella fame d’amore che aveva sofferto.

Erano tempi, quelli in cui era nata la madre, nei quali non si osavano manifestare i sentimenti e quelli rimanevano inespressi, con le ali mozzate da un non meglio precisato, rispetto.

Continuava a sorreggere la bimba e a guardarmi col sorriso che le partiva da dentro.

Guardavo mia madre, così giovane e bella che puntava gli occhi allegri e brillanti su di me dal rettangolo opaco, in bianco e nero, di una fotografia, immersa in un tempo lontano e irrimediabile. Guardavo la donna che avevo amato senza riserve e che aveva fatto di me il centro del suo mondo e gli occhi si rigavano di felicità.

Ero stata fortunata ad averla avuta.

Sentivo i suoi baci caldi sulle guance e l’odore inconfondibile che saliva dalla sua pelle morbida, un odore di lavanda appena colta. Lei in quel momento era felice e la fotografia ci aveva fermato in quell’attimo di gioia pura e di perfezione.

Larissa Vannucci

Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Larissa Vannucci la madreLarissa Vannucci nata e vissuta sempre a Pistoia. Fino al 2017 titolare del negozio Clinica del rasoio nel centro cittadino. Insegnante di balli caraibici fino al 2019. Ha pubblicato Aurora allo specchio (2021), Rami e radici (2022), Briciole di pane (2023), Un’altra alba (2024) e Per tutto il tempo (2025) con Youcanprint.

 

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1 commento su “Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #189”

  1. Michelantonio Di Dio

    Partire, irradiare, uscire, camminare… ma anche restare, bastare, sorreggere, guardare. Sono verbi della “vita” che accendono emozioni. E tutto questo dietro il ” fermo” di uno scatto fotografico! Grazie Larissa

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