La poesia nel dì di domenica presenta “Dove finisce l’onda” di A’isha Arna’ut

Per molti anni il sostegno della rivoluzione siriana e la comunicazione con i giovani sono stati la priorità della poeta.

A’isha Arna’ut nel 2015 ha rilasciato un’ intervista al contenitore di scritture dal mondo La macchina sognante[…] Ho pubblicato anche alcuni testi e articoli, e ho condotto lunghe interviste pubblicate in francese e poi qualcuna tradotta in inglese. L’ultima intervista che ho rilasciato quest’anno è in albanese per spiegare la trappola della “Jihad” e rafforzare così la coscienza dei giovani per aiutarli ad evitarla. In passato ho condotto diverse interviste radiofoniche in onda dal vivo […]

A partire dall’estate del 2011 cominciarono i primi segni di esilio in Francia, e a mia volta mi sono messa a disposizione fino all’inizio del 2015 per accogliere individui o famiglie con bambini e per occuparmi delle loro procedure amministrative in materia di asilo, come hanno fatto gli amici. Nell’autunno del 2012, in seguito al crescente numero di rifugiati siriani, la nostra associazione ha deciso di istituire un Ufficio (Permanece) per seguire i loro affari dalla a alla z.

[…] Quello che vive il popolo siriano, non è solo una grande tragedia, ma è un’epica con pochi casi analoghi nel nostro secolo, e giungere linguisticamente al suo livello richiede l’invenzione di un alfabeto degno, poiché ha superato la capacità delle lingue. Forse avrei dovuto scusarmi per questa intervista, perché la mia poesia non ha svolto il suo ruolo nella rivoluzione siriana, ma penso che vada bene anche dare esempio di un autore incapace di scrivere l’illogica dei massacri, delle distruzioni volute, della tortura sistematica, dell’assedio e la fame […]»

L’intervista curata da Pina Piccolo, con la traduzione dall’arabo di Sana Darghmouni, da cui abbiamo estratto uno stralcio, è stata pubblicata nel 2015.

Questa domenica abbiamo scelto Dove finisce l’onda. Il video che accompagna l’ascolto è curato, come sempre, da Debora Menichetti.

Serena Betti

Foto in alto: Serena Betti

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dove finisce l’onda

Dove finisce l’onda
e dove inizia il mare?
Dove finisce il corpo
e dove inizia l’ombra?
Dove finiscono le tenebre
e dove inizia la luce?
Le parole respirano fuori dalla loro cornice
i sensi si increspano e si distendono
simili a un oceano di un cerchio
il cui centro è inesistente.
Non siamo altro che una
delle probabilità dell’esistenza.
La nostra vita
è un buffo insieme di dubbi
un equivoco di possibilità concesse.
Mi rivolgo a ciò che è informe
procedo verso il nascondiglio.
Quando cercherò di raccogliere l’esperienza?
Come potrò trovare l’imbarcazione?
nell’annullamento del tempo e dello sviluppo che retrocede?
La luce non ha forma
l’onda non ha confini
l’io non ha facciate
la passione non ha orizzonti.
Sii luce
onda
passione.
Sii te stesso.

 

(tratta da Il mio vivere in poesia )

 

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