Pillole di femminile – Storie piccole che raccontano un mondo grande #179

Franco Zanella - Pillole di femminile
Oggi pubblichiamo il racconto di Franco Zanella Sei e dodici. Quando la fantasia unisce madre e figlia in un viaggio bellissimo.

Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call: cerchiamo nuove voci per le nostre pillole. Invia il tuo racconto entro il 6 aprile 2026.

SEI E DODICI di Franco Zanella

Diffondendosi per la cameretta silenziosa, la debole luce verde cambia i contorni di tutto ciò che vi si trova.

L’armadio di ciliegio sembra enorme e la scrivania bianca con la poltroncina imbottita di rosa sembrano lontanissime. Sparsi sul parquet, che appare blu turchese, gli occhi di smalto del bruco di peluche Astianatte e della mucca morbida Antonia luccicano come fossero vivi ma il loro sguardo segue cose visibili solo a loro.

I led al fosforo della vecchia radiosveglia dicono 6:12 ed è ormai da qualche minuto che Martina si rigira nel letto incapace di riprendere sonno.

Di solito dorme come un sasso fino a che la mamma non entra piano dalla porta e la sveglia con un bacio. Allora apre gli occhi, le risponde con un sorriso e si gode ancora per qualche minuto le coperte soffici mentre dal bagno arriva la voce della radiolina di papà e dalla cucina il tintinnio delle stoviglie. Poi si alza e, seguendo il profumo del caffè, arriva in cucina dove trova, sulla tovaglietta ricamata, la scodella già piena di latte e cacao e una crostatina all’albicocca.

Alle 6:12 però non c’è niente di tutto ciò, solo silenzio.

Da sotto la porta chiusa però Martina intravede una lama di luce che cambia continuamente di intensità e di colore. Si alza per guardare meglio, si avvicina alla porta fino a che non vede sui suoi piedini ombre e luci colorate alternarsi e muoversi come in una danza.

Piena di curiosità apre la porta e in punta di piedi raggiunge la cucina.

Di schiena, seduta al tavolo, c’è la mamma che sta digitando sulla tastiera di un pc portatile e non si accorge del suo arrivo.

La accoglie invece un astronauta con una tuta ingombrante e un casco enorme di vetro scuro in cui gli occhi assonnati di Martina si specchiano. Con l’indice le fa prima il gesto di non fare rumore e poi le indica una sagoma color crema che spunta dietro il divano: sembra la testina pelosa di un coniglio con le orecchie lunghe, ma ha gli occhi posizionati sopra due corte antenne che sporgono dalla testa e una piccola bocca curvata in un sorriso ingenuo. Al posto del soffitto Martina vede un cielo violaceo in cui brilla un sole azzurro e risplendono una luna verdognola ed un’altra arancione.

La creatura si muove e l’astronauta la segue cercando di catturarla, ma altre escono da dietro il divano e lo circondano. Lui si accuccia sul tappeto che in quel momento si apre sotto di lui mostrando un tunnel illuminato da una fila di lucine rosse. Da lì escono altre creature che lo afferrano per i grossi stivali e iniziano a trascinarlo verso il buco. Scivolando sulla schiena l’astronauta allunga una mano verso Martina che però non riesce a prenderla.

«Cosa ci fai già in piedi?» dice improvvisamente la mamma guardando Martina con un sorriso, poi vedendo lo stupore negli occhi della figlia continua:

«Oh, hai visto il mondo dei Cremmini, vero?»

«Cosa sono mamma, i tuoi sogni?»

«Meglio dei sogni, Martina. Sono le mie fantasie, è un piccolo mondo segreto che vive prima dell’alba. Tutte le mattine, prima delle sette, prima che io sia mamma, moglie e ingegnera, questo mondo diventa reale e io ogni volta mi trasformo in qualcosa di nuovo: pilota di aerei, investigatrice privata, alpinista, scienziata. O astronauta.

La parte più bella è far diventare parole queste fantasie e poi storie. Io le scrivo tutte e pensa che volevo farne un libro da stampare per te, una sorpresa per il tuo compleanno, ma adesso che mi hai scoperta come facciamo?»

«Oh mamma!» esclama Martina con gli occhi ancora pieni di immagini meravigliose. «Lo facciamo lo stesso il libro, anzi piacerebbe anche a me metterci qualche storia.»

La mattina dopo, alle 6:12, Martina si alza, prende penna e quaderno, va in cucina e si siede accanto alla mamma. Dopo un breve sguardo di complicità tra le due, Martina apre il quaderno e inizia a scrivere.

In quel momento il tappeto attorno al tunnel illuminato dalle lucine rosse diventa un prato di erba turchese su cui il bruco gigante Astianatte e la mucca Antonia rincorrono felici una nuvola di fiori volanti.

Franco Zanella

Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi

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Franco Zanella
Franco Zanella

Franco Zanella, tecnico industriale di professione e di formazione, ama scrivere racconti e diari di viaggio. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati su Ruotalibera, la rivista di Fiab Verona, su RockBook, rivista online di Arrampicata Verona APS con cui collabora e su questo blog (Pillole di femminile #72). Ha pubblicato il libro per bambini e non solo Santa Lucia vuole bene ai bambini che ha poi trasformato in uno spettacolo teatrale musicale curando anche i testi delle canzoni. Da grande vorrebbe scrivere un romanzo.

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