Pubblichiamo Bei tempi! racconto con cui Paola Zagarella ha partecipato alla prima call del 2026. Oggigiorno le donne non sanno più stare nel loro ruolo, ahinoi!
Pillole di femminile, la rubrica per riflettere su alcuni piccoli grandi temi legati alla vita di tutti i giorni. Partecipa alla nuova call: cerchiamo nuove voci per le nostre pillole. Invia il tuo racconto entro il 6 aprile 2026.
BEI TEMPI! di Paola Zagarella
Oggi sono iniziati i saldi estivi e con il compleanno festeggiato da poco, ho racimolato ben trecento euro.
La giornata è splendida, il sole già alto mi spinge ad abbandonare i piatti nel lavandino e l’aspirapolvere per terra con il filo ancora srotolato; obiettivo: acquistare un bel sandalo e la borsa di marca tanto desiderati.
L’app della Amt mi dice che se allungo il passo riesco a prendere il ’13’ in partenza dal capolinea.
L’autobus è già pieno, proprio come accade ogni volta con i saldi.
Trovo un posto libero, tra quelli da quattro, quelli che sembrano cuocerti le natiche come bistecche e che fanno gonfiare le gambe.
«Posso sedermi, signora?»
«Certo, aspetta che ti sposto la borsa».
Mi guardo intorno… siamo quasi tutte donne.
«Care, oggi siete uscite tutte a fare compere!»
Ho difronte una signora direi sugli ottanta, è seduta vicino una ragazza sui venti anni. Capisco dallo sguardo, lo stesso di mia figlia quando le dico qualcosa che non le va a genio, che non ha voglia di parlare con la sconosciuta; sono certa che stia pensando in quali negozi andare, che cosa cercare di preciso, il colore da preferire e perché no anche a un nuovo rossetto.
L’autobus si mette in moto e con questo anche la favella della signora.
«Tutte in giro, basta spendere escono tutte. Ehhh, ai miei tempi ci si accontentava di poco, lo stesso vestito si passava da fratello a fratello e da sorella a sorella, in verità ho anche indossato i pantaloni di mio fratello piccolo, in fondo non erano poi così male! Erano di un bel velluto rosso pesante a righe e li mettevo con la camicetta bianca di mia sorella Rosa.»
La ragazza si volta verso di me cercando conforto, le sorrido.
L’unica speranza è che non scenda al capolinea a Caricamento.
«Poi si lamentano, poveri uomini, hanno ragione, le femmine sono cambiate!»
I nostri sguardi, di due generazioni diverse, la spingono purtroppo a proseguire la sua ‘analisi’ a carattere psicologico-sociale…
«Ma certo, che è così, ai miei tempi le donne stavano in casa in attesa del marito che tornava stanco dal lavoro, mamma chiedeva a papà se poteva comprarsi le calze nuove perché si erano sfilate e la cena… era pronta da un’ora, cucinata, profumata e saporita.»
La signora continua a parlare senza attendere commenti.
«Poveri uomini, si sentono sopraffatti, non hanno più potere, loro parlano e le donne non li ascoltano, lavorano, si spogliano, mostrano il corpo senza ritegno e vergogna. Dicono parolacce, sono sguaiate, prepotenti ed esigenti. Per forza che…»
«Per “forza” che cosa signora?» Le chiede indispettita la ragazza.
«Che reagiscono, non ci capiscono più nulla; siete cambiate, non c’è più rispetto per l’uomo, lo maltrattate, lo prendete e lasciate come vi gira, andate a letto con chi vi pare e allora… normale, che prima o poi…»
Un potente colpo di tosse le fa interrompere il monologo.
Entrambe, facciamo pensieri non del tutto consoni alla bontà…
Siamo buone però, e le offriamo una caramella… forse un po’ troppo grossa, o dura per la dentiera?
Intanto siamo già in Corso Aurelio Saffi, niente da fare la signora è ancora qui.
«Grazie, volevo dire solo che gli uomini poverini impazziscono perché sentono di aver perso il loro ruolo… quello di difenderci, di coccolarci, di farci sentire protette… ve la tirate da superdonne, che lavorano, che non vogliono figli, che non sanno cucinare, che vogliono fare carriera, che stanno bene single e che poi… si mettono insieme a donne… mammamia che mondo stravolto!»
Per fortuna è il capolinea.
«Allora buon “shopping” come lo chiamate adesso. Io vado in Sottoripa a comprare il baccalà, che al mio Luigi piace tanto!»
Paola Zagarella
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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Nata a Genova nel 1964, Paola Zagarella ( matura una formazione umanistica con la maturità classica e la Laurea in Lettere Moderne a indirizzo artistico. Parallelamente a una carriera professionale sviluppata principalmente nei settori finanziario e assicurativo, ha sempre coltivato una profonda passione per la pittura, la lettura e la scrittura, dedicandosi con particolare attenzione all’osservazione dei temi d’attualità. Il suo percorso letterario decolla nel 2020 con il romanzo d’esordio Storie di una donna di oggi. Negli anni successivi la sua produzione si fa intensa e costante: nel 2021 partecipa a diverse antologie con due racconti, seguiti nel 2022 da un racconto breve e dal romanzo Il rumore delle scale. Nel 2023 pubblica un racconto e il romanzo Villa Ponente. Nel 2025 pubblica il suo ultimo romanzo Il mare non ha colpe.

