Dalle ombre di Hawkins alla forza dell’archetipo: come le eroine di Stranger Things riscrivono il femminile oltre ogni pregiudizio.
Cosa significa, davvero, Stranger Things? Se la traduzione letterale ci parla di “cose più strane”, il sottotesto della serie ci trascina in un territorio molto più profondo. Infatti, negli anni ’80 a Hawkins, la “normalità” è un confine stretto, fatto di ruoli predefiniti e silenzi rassicuranti. Ma quando l’impossibile accade e le “cose si fanno più strane”, quel confine si spezza.
È proprio in questo scarto tra il consueto e l’ignoto che le protagoniste della serie compiono il loro vero viaggio. Non sono solo eroine che combattono mostri; sono donne che, spinte dall’irruzione del soprannaturale nelle loro vite, trovano la forza di scardinare gli stereotipi dell’epoca. Analizzare il loro percorso attraverso la lente degli archetipi significa scoprire come la “stranezza” diventi, per ognuna di loro, lo strumento per affermare un’identità che va oltre ogni definizione prestabilita.
Joyce Byers: l’archetipo della Madre coraggiosa (e la “Cassandra” inascoltata)
Joyce Byers (Winona Ryder) inizia il suo viaggio nel dolore più atroce: la perdita di un figlio. Il suo viaggio dell’eroina non è solo una ricerca fisica, ma una lotta per la verità contro un mondo che la vorrebbe “pazza” o isterica.
Archetipo: la Madre protettrice. Joyce incarna l’amore viscerale che sfida la logica. Nella quarta stagione, il suo viaggio si espande fino in Russia per salvare Hopper, dimostrando che il suo potere risiede nella determinazione incrollabile.
Undici (Jane Hopper): l’archetipo della Guerriera e dell’eterna “Straniera”
Undici (Millie Bobby Brown) compie il viaggio più radicale: dalla condizione di “oggetto” di laboratorio a quella di individuo libero. Il suo è un percorso di autodeterminazione e gestione di un potere immenso che spesso la spaventa.
Archetipo: la Guerriera/la Prescelta. È la forza d’urto del gruppo. Il suo vero successo però non è sconfiggere i mostri, bensì trovare una famiglia e definire se stessa oltre il suo numero tatuato.
Kali Prasad (Otto): l’archetipo dell’Ombra e della Vendicatrice
Kali (Linnea Berthelsen) rappresenta lo specchio oscuro e necessario nel viaggio di Undici. Il suo è un cammino nato dal medesimo trauma, ma direzionato verso una rabbia punitiva contro chi l’ha ferita. Nonostante le sue azioni siano discutibili, il suo ruolo è fondamentale per mostrare come il dolore possa trasformarsi in una prigione di risentimento o in una forza motrice. Kali è la “guida oscura” di Undi, le permette di comprendere meglio i propri limiti morali e la propria forza interiore.
Archetipo: l’Ombra/la Vendicatrice. Kali incarna il potere della manipolazione mentale e la ribellione violenta. La sua presenza è un monito sulla sottile linea che separa la ricerca della giustizia dalla sete di vendetta, offrendo una visione cruda e autentica della sorellanza nata dal trauma comune.
Nancy Wheeler: l’archetipo della Cercatrice di verità
Nancy (Natalia Dyer) parte come la “brava ragazza” dei sobborghi, ma la morte dell’amica Barb scatena in lei una trasformazione profonda. Impara a maneggiare le armi e a farsi strada in una redazione giornalistica sessista.
Archetipo: la Cacciatrice/l‘Amazzone. Tenace e indipendente, Nancy rifiuta i confini domestici per inseguire la giustizia, diventando la mente strategica nelle battaglie contro il Sottosopra.
Max Mayfield: l’archetipo della Ribelle resiliente
Introdotta come “Mad Max” (Sadie Sink), la ragazza col mondo sulle spalle e lo skateboard sotto i piedi. Il suo viaggio è segnato dal trauma e dal senso di colpa per la morte del fratellastro Billy.
Archetipo: l’Orfana/la Ribelle. Max affronta l’oscurità interiore (incarnata da Vecna) con un coraggio che nasce dalla sua vulnerabilità. Infatti, trasformerà il suo dolore in un atto estremo di resistenza.
Robin Buckley: l’archetipo dell’Iniziata e della voce fuori dal coro
Robin (Maya Hawke) porta una ventata di autenticità. Brillante e poliglotta, vive la sua diversità con ironia. Il suo viaggio dell’eroina consiste nel trovare il coraggio di essere se stessa in un’epoca che non la comprenderebbe appieno.
Archetipo: l’Innocente/l’Alleata. È l’intelligenza critica che decifra codici russi e dinamiche sociali, offrendo una prospettiva laterale e indispensabile al gruppo.
Erica Sinclair: l’archetipo della Sovrana in erba
Non lasciatevi ingannare dalla giovane età. Perché Erica (Priah Ferguson) non accetta ordini da nessuno. Il suo viaggio la porta dall’essere una sorella minore fastidiosa a diventare un elemento chiave del successo contro le minacce di Hawkins.
Archetipo: la Sovrana. Possiede una fiducia in sé incrollabile e un pragmatismo feroce: «Non puoi avere l’America senza il capitalismo.»
Karen Wheeler: l’archetipo della Custode del focolare in evoluzione
Karen (Cara Buono) rappresenta la facciata della perfezione suburbana che inizia a creparsi. Sebbene spesso ai margini dell’azione soprannaturale, il suo viaggio è interiore: la lotta tra il desiderio di fuga e la devozione alla famiglia.
Archetipo: l’Angelo del focolare che scopre il proprio artiglio. Nella quinta stagione la vedremo finalmente passare all’azione diretta per proteggere ciò che ama.
Holly Wheeler: l’archetipo del Futuro e dell’Innocenza messa alla prova
Holly (interpretata nella stagione finale da Nell Fisher) rappresenta la nuova generazione. Spesso testimone silenziosa di eventi che gli adulti cercano di nascondere, il suo viaggio nella quinta stagione sarà quello della perdita dell’innocenza forzata.
Archetipo: la Fanciulla. Simbolo di ciò che deve essere protetto, ma anche della curiosità pura che potrebbe rivelare verità che gli altri ignorano.
Queste donne non sono solo personagge. Sono modelli di resistenza che, pur muovendosi tra le ombre di una cittadina di provincia, sanno guardare “oltre il consueto” per salvare il mondo e, soprattutto, se stesse.
Cinzia Inguanta
Foto in alto: Stranger Things, una scena dalla terza stagione
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