La storia di un’accusa ingiusta cambierà molte vite, Briony tenterà di espiare il proprio errore con l’aiuto della scrittura.
La mia proposta di lettura per questo venerdì è Espiazione (in lingua originale, Atonement), grande successo di Ian McEwan pubblicato nel 2001 e tradotto in Italia da Einaudi nel 2003. Considerato uno dei grandi romanzi della letteratura contemporanea, affronta con finezza temi come la colpa, la memoria, la potenza del racconto, la guerra e le barriere sociali.
La vicenda prende avvio nell’estate del 1935, nella tenuta di campagna della famiglia Tallis, in una giornata che cambierà per sempre il destino di chi si appresta a viverla. Briony, tredicenne aspirante scrittrice dal temperamento fantasioso, fraintende una scena tra la sorella maggiore Cecilia e Robbie Turner, il figlio della domestica. Quel malinteso si trasformerà in un’accusa formale, destinata a cambiare per sempre le vite di tutti. Da quel momento, le loro esistenze si disperdono, trascinate dagli eventi della guerra, dalla distanza, dalla speranza, dal peso della colpa e dal desiderio, mai pienamente appagato, di redenzione.
Il romanzo si sviluppa attraverso piani temporali diversi: l’adolescenza di Briony, il dramma della guerra che coinvolge Robbie e Cecilia, e infine gli anni maturi in cui Briony tenta, attraverso la scrittura, di fare i conti con la propria colpa e di trovare una forma di redenzione. «La colpa aveva escogitato sistemi sottili di tortura, infilando le perle di ogni dettaglio in un’eterna collana, un rosario da sgranare per il resto della vita.»
Il cuore morale del romanzo indaga, con straordinaria finezza, le domande più profonde dell’esistenza: è davvero possibile rimediare a un errore che ha cambiato per sempre la vita degli altri? E, soprattutto, la scrittura può restituire ciò che la realtà ha irrimediabilmente spezzato? «Da quella prospettiva tanto inedita quanto indiscreta, Briony imparò una cosa ovvia e semplicissima che aveva sempre saputo, come tutti: ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare.»
Per affrontare questi interrogativi, lo scrittore ricorre a una struttura narrativa particolare, quasi teatrale, costruita come un dramma in più atti. Ogni sezione ha un ritmo e uno stile propri, funzionali a intensificare il significato della storia e delle sue emozioni. In questa prospettiva, anche il tempo cambia sia ruolo che connotazione. Non è più semplice cornice degli eventi, ma un personaggio vero e proprio, palpabile sebbene invisibile.
Lo stile di McEwan si distingue per l’eleganza e precisione descrittiva. Nei capitoli iniziali, la cura minuziosa per i dettagli costruisce un’atmosfera calma e ordinata, quasi soffocante nella sua perfezione, che evoca la fragile sicurezza dell’infanzia. Può sembrare una lentezza, ma è proprio questo ritmo misurato a preparare il lettore al trauma morale che scuoterà la storia.
Espiazione è un romanzo dalle molteplici sfumature: una storia d’amore infranta, un percorso di crescita interiore e, al tempo stesso, una riflessione sul potere della parola. McEwan ci accompagna lungo il sottile confine che separa realtà e finzione, colpa e espiazione. Attraverso Briony assistiamo al suo tentativo di riparare scrivendo, di riscrivere ciò che la vita vera ha ormai condannato all’irreparabile. La scrittura, nelle mani di McEwan, diventa insieme strumento di controllo e fragile illusione, ma anche celebrazione del valore creativo della narrazione.
In abbinamento al romanzo di McEwan, vi propongo l’omonimo adattamento cinematografico, diretto da Joe Wright e uscito nel 2007 (disponibile in streaming su Netflix). Il film segue fedelmente la trama del libro, con Keira Knightley nel ruolo di Cecilia Tallis e James McAvoy in quello di Robbie Turner. Briony Tallis, invece, viene interpretata nelle diverse fasi della vita da Saoirse Ronan, Romola Garai e Vanessa Redgrave.
Il film ha ricevuto premi e riconoscimenti ai Golden Globe e ai BAFTA. È anche stato candidato a sette premi Oscar, aggiudicandosi quello per la miglior colonna sonora, firmata dal compositore Dario Marianelli. Con il tempo, Espiazione si è affermato come un punto di riferimento nella cinematografia contemporanea.
Joe Wright realizza un film di straordinaria cura visiva, in continuità con l’attenzione ai dettagli che caratterizza il romanzo di McEwan. Le inquadrature sono attentamente studiate. Il montaggio gioca con tempi e punti di vista differenti, e alcune sequenze restano impresse per la loro potenza visiva, capaci di trasporre sullo schermo la tensione narrativa che scorre tra le pagine del libro. Un limite della pellicola risiede nella semplificazione di alcuni aspetti interiori dei personaggi, sacrificati a favore di un impatto scenico immediato e di grande forza.
Espiazione è consigliabile soprattutto a chi predilige storie che intrecciano dramma, storia, amore e riflessione morale, inserite in un contesto di accurata ricostruzione storica. Non si tratta, però, di una visione leggera o consolatoria, così come il romanzo non offre una lettura facile. Buona visione e buon fine settimana!
Sara Simoni
Foto in alto: immagine del film (da trailer YouTube)
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