Il brano di oggi è tratto dal romanzo Dalla parte di lei di Alba de Céspedes, pubblicato nel 1944 da Mondadori.
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Il brano che segue è tratto dal romanzo Dalla parte di lei di Alba de Céspedes, pubblicato per la prima volta nel 1944 da Mondadori.
«Mio padre s’appoggiava a me, mi si affidava. Più tardi, quando divenne cieco e io lo conducevo a passeggiare, riconobbi il modo d’appoggiarsi che aveva quella sera. Il suo viso s’era repentinamente invecchiato, imbolsito, come spesso accade nei momenti di stanchezza ai visi che serbano a lungo l’aspetto giovanile. Egli non faceva alcun commento sul concerto né osava più ripetere che mia madre era magra. Incapace di esprimere i suoi sentimenti se non con immediate reazioni fisiche, si disfaceva, pesava sul mio braccio, trascinava i piedi. E invece di provare compassione per lui, e per la sua vita che decadeva dopo aver generato la mia che sentivo forte e giovane, io – debbo confessarlo – mi rallegravo del suo abbandono. Sentivo che la mamma e io possedevamo il segreto di una giovinezza eterna: oggi o fra molti anni le stesse cose ci avrebbero procurato gioia ed entusiasmo, avremmo superato il tempo, e anche il decadimento fisico, affidate a piaceri che mio padre non aveva conosciuto. Nella persona di lui appesa al mio braccio, avevo l’impressione di portare tutto quanto è caduco nella nostra vita: la carne che invecchia e, un giorno, imputridisce. Provavo ribrezzo, quasi, repulsione, schifo, come quando Enea aveva voluto spingermi contro il muro perché conoscessi il suo corpo. La mamma era stato il solo ponte che mio padre avesse avuto con la poetica verità della vita. Era rimasta accanto a lui, per anni, invitandolo a seguirla. Adesso se ne era andata e lui era solo.»
Paola Giannò
Foto in alto: elaborazione grafica di Erna Corsi
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