Shinnyoji Tempio Sōtō Zen, a Firenze un luogo dove regnano calma e spiritualità

Sōtō Zen Shinnyoji
La vita oggi ha ritmi veloci e poco tempo. Ma esiste un luogo dove avere cura di sé e alleviare le fatiche del corpo e dello spirito.

Firenze è una città bellissima, ricca di arte, di storia, di cultura. Meta amatissima dal turismo mondiale, conta all’anno milioni di visitatori attirati dalle sue bellezze. Cittadine e cittadini si vantano spesso del grande valore umanistico della propria città, che nel corso del tempo si è adattata ai ritmi frenetici delle metropoli italiane.

Quindi bellezza, sì, ma anche caos, corse, impazienza, a rispecchiare un po’ quello che è diventata – purtroppo – la quotidianità di moltә. Ma c’è un luogo, situato nella zona del Poggetto, in cui poter ritrovare calma ed equilibrio. Vent’anni fa nasceva in Via Vittorio Emanuele II un piccolo gioiello di pace incastonato tra mura urbane, sto parlando del Tempio Sōtō Zen Shinnyoji.

Incuriosita e affascinata da una realtà così distante da quella che normalmente viviamo qui in occidente, ho intervistato la reverenda Anna Maria Shinnyo Marradi.

Reverenda, come si è avvicinata al buddhismo?

«Il primo incontro è stato in libreria quando ero adolescente “incontrando” alla Feltrinelli 101 Storie Zen. Molti anni dopo volendo praticare Buddhismo Zen è iniziata la mia ricerca di un centro e di un maestro di riferimento.»

Qual è stato il percorso per diventare guida spirituale del Tempio Shinnyoji?

«Dopo alcuni anni di pratica in Italia e in Europa ho incontrato in Giappone il mio Maestro, il rev. Ryūshn Azuma rōshi già 72° abate del monastero di Daijōji a Kanazawa. Da quel momento per dieci anni, due-tre mesi all’anno, mi sono recata a Daijōji per portare avanti la mia formazione sotto la sua guida.»

Nel 2024 si sono compiuti i vent’anni dalla fondazione di Sōtō Zen Shinnyoji. Nel corso di tutto questo tempo come è stato accolto il tempio a Firenze?

«Ho scelto sin dall’inizio di non creare clamore intorno a Shinnyoji e di non fare troppa pubblicità. Ritenendo che un tempio Zen vada cercato e trovato, siamo partiti venti anni fa in sordina, sempre ben accolti da chi ci ha incontrato. Piano piano la nostra presenza nel tessuto cittadino è emersa, anche grazie alle nostre ininterrotte attività di pratica e alla partecipazione agli incontri interreligiosi in città.»

Le celebrazioni dell’anniversario vedono molte iniziative interessanti. Tra queste il convegno Il femminile nelle tradizioni religiose: la forza di una voce – Dialogo tra Buddhismo, Cristianesimo e Islam. Ritiene che le voci femminili, nella spiritualità, siano poco presenti?

«Attualmente le voci femminili nella spiritualità sono presenti e lo sono sempre di più; nel passato anche nella nostra tradizione il ruolo della donna è stato quasi ignorato.»

Secondo la sua esperienza, la spiritualità femminile si differenzia da quella maschile? Se sì, in cosa?

«Esistono svariati modi di portare avanti la propria esistenza. Taluni vivono dando maggior rilievo al lato materiale, altri al lato spirituale, secondo la propria natura e le proprie inclinazioni. La spiritualità femminile ritengo venga espressa anche attraverso sensibilità, sentimento ed espressione di fede, tipiche della donna, che nel suo intimo è anche madre.»

Ha qualche consiglio da dare a coloro che fossero incuriositi o si volessero avvicinare alla pratica buddhista?

«In un mondo “fai da te” dove è possibile trovare su qualsiasi argomento informazioni, rappresentazioni, tutorial in modalità online, quello che raccomando è fare esperienza diretta in prima persona. Avviare quindi la ricerca di un centro, dove sia presente un responsabile qualificato, così da poter provare e sperimentare reali momenti di pratica sulla Via del Buddha, accompagnati da una guida competente.»

Il Tempio è aperto a chiunque voglia visitarlo o meditare, indipendentemente da orientamento, credo o livello di pratica meditativa. Forse in un mondo tanto ostaggio dalla velocità sarebbe opportuno fermarsi un attimo e respirare un po’ di quiete.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: Zendō di Shinnyoji, dal sito zenfirenze.it

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