Un memoir coraggioso torna a far parlare l’Italia, svelando la storia di Romina Cecconi che ha aperto la strada ai diritti civili.
A quasi cinquant’anni dalla sua prima uscita, il 10 settembre torna in libreria Io, la Romanina. Questo memoir, scandaloso per l’Italia degli anni ’70, ci svela la vita di Romina Cecconi, un’icona trans italiana. Io, la Romanina esce per Le plurali editrice nella collana Le radici, arricchito da nuove prefazione e postfazione, e da un inserto fotografico.
Porpora Marcasciano, sociologa e ricercatrice, è autrice della prefazione. È stata testimone e protagonista della storia trans in Italia. Fondatrice e presidente onoraria del Mit, Movimento identità trans. Fabio Mollo, autore della postfazione, è un regista e sceneggiatore di successo. Sta lavorando a un lungometraggio sulla vita di Romina Cecconi.
Una storia che ha fatto scandalo e ha cambiato la storia
«Ero conosciuta all’epoca per l’eleganza. È vero, andavo in via Tornabuoni a battere, ma ci andavo con una pelliccia di visone. Facevo un po’ di show, frequentavo le discoteche e poi dicevo a tutti: “Ora devo andare in ufficio”, e andavo a battere». Romina Cecconi
Questo libro autobiografico, pubblicato da Vallecchi nel 1976, fu un vero scandalo. Per la prima volta, un’icona trans parlava apertamente della sua vita. Infatti, Romina Cecconi fu tra le prime persone trans in Italia a sottoporsi a un intervento di riassegnazione di genere. Inoltre, ottenne la rettifica anagrafica grazie a un cavillo legale.
Con un’ironia unica e un tono irriverente, Romina Cecconi racconta i suoi amori giovanili e le folli notti fiorentine. Descrive il lavoro sessuale e quello al circo, il viaggio a Parigi e l’operazione in Svizzera. Parla anche della prigione e del confino in un paesino del foggiano.
Un memoir, un film
Io, la Romanina è un pozzo inesauribile di storie straordinarie e personaggi insospettabili. La narrazione si svolge sullo sfondo dell’Italietta bigotta di quegli anni, che fa da specchio a quella del presente. Proprio per la ricchezza e l’unicità di questo memoir, il regista Fabio Mollo ha deciso di trarne un film, portando così la vita di Cecconi sul grande schermo.
La storia di Romina Cecconi è profondamente personale, ma anche politica. Ha contribuito a spianare la strada per la legge 164. Questa legge riguarda le “Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”.
Il valore della forza e della dignità
«D’altra parte col mio lavoro io pago due volte. Sono rimessa ai margini della vita sociale da quegli stessi benpensanti che sono i miei clienti abituali, e spesso devo lottare contro un profondo senso di solitudine. Non ho assistenza medica, non ho sindacati, non ho pensione, ho solo la mia forza di volontà. E spesso rischia di non bastare. La società non ci aiuta, però si serve di noi».
Romina Cecconi è un’icona del movimento trans e un’attivista per i diritti. La sua vita e il suo libro offrono una testimonianza di grande valore. Ci ricordano che la forza di volontà e la dignità possono superare qualsiasi ostacolo, anche in un mondo che non vuole vederci per quello che siamo.
Cecconi oggi vive a Bologna. Continua a essere un’icona del movimento trans.
Cinzia Inguanta
Foto in alto: Romina Cecconi nel ’76, in occasione dell’uscita del libro Io la Romanina, nella casa di Firenze
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