Amori acerbi, tramonti, sentimenti esplosivi che durano il tempo di una vacanza o destinati a durare, malinconie che accompagnano la stagione più allegra: queste dieci canzoni celebrano l’estate.
In questa piccola playlist di summer songs troverete alcuni classici e altre proposte originali per parlare d’estate in musica. I brani risveglieranno ricordi speciali o accompagneranno progetti per le prossime avventure.
Summertime. Classico di George Gershwin e DuBose Heyward, è una delle canzoni più famose del repertorio jazz. La prima versione celeberrima fu di Billie Holiday nel 1936, ma sono notevoli anche le versioni di Louis Armstrong, di Miles Davis, di John Coltrane e, in chiave rock, di Janis Joplin. Vi propongo in questa top ten il capolavoro soul di Sam Cooke, che esalta la bellezza della melodia e canta al bambino la speranza di un futuro migliore.
Summertime Blues. Eddie Cochran nel 1958 associa alla stagione calda la noia degli adolescenti americani di periferia, creando un rock elettrizzante che anticipa in alcuni passaggi il punk che verrà. Suggerisco l’ascolto della potentissima versione degli Who, presente su Live at Leeds, che è ritenuto dalla critica uno tra gli album live più influenti della storia.
All Summer Long. I Beach Boys hanno nel nome la promessa dell’estate e non possono mancare in questa playlist. Il brano è inserito nel loro sesto album in studio del 1964, profondamente influenzato dalla British Invasion dei Beatles in U.S.A. Brian Wilson (leader dei Beach Boys) definì All Summer Long un punto di svolta per la band, che inizia qui a discostarsi da temi leggerissimi legati al surf e alle belle ragazze. La canzone evoca ricordi poetici di frammenti di vita libera e spensierata.
California Dreamin’. La Summer of Love del 1967 è stata un periodo chiave, di grande fermento culturale. Ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica e il suo messaggio di amore, pace e libertà è rilevante ancora oggi. La canzone che più ne celebra i contenuti è California Dreamin’ dei Mamas and Papas, dove si canta il sogno di una terra assolata e felice contro il tetro presente di foglie gialle e cieli grigi.
Rockaway Beach. Parlando di punk arrivano i Ramones nel 1977 con la suggestione di un viaggio in autostop per fuggire da New York e raggiungere la più grande spiaggia pubblica degli States, situata nel Queens. Rockaway Beach accoglie tutti, soprattutto chi non può permettersi le vacanze lussuose degli Hamptons. Vita da spiaggia, surf e partite di basket: qui la dimensione è decisamente spensierata.
Cruel Summer. Ci tuffiamo negli anni ’80 delle Bananarama, band femminile regina del synth-pop. Qui, con una frizzante melodia super orecchiabile, ci raccontano dei risvolti oscuri dell’estate, quando il caldo è opprimente e la solitudine pesa come un macigno sulle giornate afose.
Dancing in the street. Marvin Gaye nel 1964 scrive questo inno al divertimento, alla spensieratezza, alla danza in strada per il gruppo femminile della Motown, Martha and the Vandellas. Si trattava, però, anche di una canzone di protesta che spronava ad agire contro l’oppressione. L’ispirazione arriva un caldo giorno d’estate quando, guidando per le strade di Detroit, l’autore vede dei bambini giocare sotto il getto degli idranti e l’acqua diventa il simbolo della forza della rivendicazione dei diritti di tutti. Suggerisco l’epica versione realizzata nel 1985 per il Live Aid da David Bowie e Mick Jagger, incontro strepitoso tra due delle personalità più importanti della musica leggera.
Summer of ’69. Bryan Adams, rocker canadese dal cuore tenero, firma questa hit del 1984 che deve molto alle ballate di Bruce Springsteen. In questa canzone racconta di un’estate speciale, di emozioni giovani, di amici che se ne vanno troppo presto, di musica, di drive in, di momenti indimenticabili.
Sfiorivano le viole. Rino Gaetano, uno dei più grandi talenti del cantautorato italiano, voce libera e originale che abbiamo perso troppo preso, firma questo brano senza tempo. Il protagonista della storia torna al sud solo per la stagione calda e vede crescere e fiorire una bambina che diventa ragazza, di cui si innamora perdutamente. Mentre sogna di lei, con il suo tipico stile surrealista, l’autore aggiunge immagini del Marchese Lafayette e del suo cappello, di Michele Novaro che scrive l’inno nazionale, cercando di mitigare il carattere eccezionalmente romantico del resto del brano. Rino amava confondere le idee e odiava le etichette, ciononostante questa resta una delle canzoni d’amore più poetiche della musica italiana.
Estate. Ultima proposta, ma non per importanza, è il capolavoro di Bruno Martino del 1960. Si tratta di uno dei brani italiani più famosi al mondo, si contano centinaia di cover in svariate lingue. Porta con sé l’apparente contraddizione dei termini “odio” e “estate” per enfatizzare l’aspetto malinconico del testo. Si narra di un amore estivo finito e, attraverso immagini semplici e particolarmente efficaci, descrive la solitudine e lo sconforto di chi ha creduto a vane promesse e resta con l’amaro in bocca.
Elena Castagnoli
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