Mostra dei disegni dal lager della partigiana veronese Aura Pasa

Aura Pasa - Verona
Giornata della memoria. Menestrella nel lager dal 25 gennaio al 25 febbraio 2023 alla Biblioteca Arturo Frinzi di Verona. Un volto inedito della Resistenza delle donne nei lager nazisti.

Menestrella nel lager porta in mostra i disegni e le filastrocche di Aura Pasa, partigiana veronese deportata nel lager di Bolzano dal ’44 al ’45. L’esposizione. Curata dalla sezione ANED (Associazione nazionale ex deportati) di Verona insieme a ANED Nazionale, la mostra sarà visitabile dal 25 gennaio al 25 febbraio 2023 alla Biblioteca Arturo Frinzi di Verona in Via San Francesco, 20. Oggi, 25 gennaio 2023, alle 12 alla presenza delle autorità locali l’inaugurazione di Menestrella nel lager.

I disegni, eseguiti clandestinamente nel lager e pubblicati in parte solo nel 1982 dal cognato Giovanni Dean, grazie alla disponibilità della figlia sono stati messi a disposizione di ANED che, arricchendoli con didascalie e notizie, ne ha ricavato una mostra. A quasi ottant’anni dalla loro creazione, i taccuini tracciati da una prigioniera dalla fortissima personalità sono esposti al pubblico: decine di disegni, a tratti “leggeri”, a tratti paradossali. In un luogo di tortura e di morte, di freddo, di fame e di terrore, Aura Pasa ritaglia per sé il ruolo di menestrella per alleviare il dolore delle compagne e il suo. Le sue opere colgono momenti di riposo e di estraniamento dall’ambiente circostante. Un volto inedito della Resistenza delle donne nei lager nazisti.

Aura (Aurelia) Pasa, che nasce a Mel (Belluno) il 17 ottobre 1907, fin dalla prima giovinezza risiede a Verona. Diplomata alla Reale Accademia delle Belle Arti di Venezia, insegna disegno in istituti inferiori e superiori. Liberale e democratica, dal settembre 1943 inizia la sua attività di partigiana combattente, prima al fianco del fratello Angelo, poi nelle file del Battaglione Montanari, che comprende una cinquantina di giovani e giovanissimi veronesi, tra cui due donne, in collegamento con la montagna. Il 12 ottobre del ‘44, su delazione, è arrestata, portata nella sede dell’Ufficio Politico Investigativo (UPI) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nei pressi del Teatro Romano (oggi Piazzetta Martiri della Libertà). Dopo otto giorni di interrogatori viene consegnata alle SS con l’accusa di essere «antifascista, antitedesca e staffetta della divisione Pasubio» e rinchiusa in una cella sotterranea. Il 28 ottobre è trasferita nel campo di concentramento di Bolzano, dove rimane fino al 29 aprile 1945.

Durante questa terribile esperienza non perde mai la voglia di raccontare, attraverso rime scanzonate e il linguaggio dell’arte, con vignette e bozzetti, la vita del campo, sapendo cogliere sempre gli aspetti meno drammatici o il motivo di sorriso anche in quelli più dolorosi. Alla liberazione porta con sé i taccuini che è riuscita a disegnare durante il lavoro coatto nella sartoria del campo e le rime scritte per alleviare le ore delle compagne di prigionia.
La mostra sarà liberamente visitabile fino al 25 febbraio tutti i giorni dalle 8:30 alle 23:30, con visite guidate ogni venerdì dalle 18 alle 19. Prenotazioni per scuole prestito.frinzi@ateneo.univr.it.

C.I.

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