bell hooks: intellettuale della speranza prestata all’accademia

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Insegnare comunità attraverso la pedagogia della speranza. Educazione come pratica democratica e altre suggestioni.

bell hooks, alias Gloria Jean Watkins, è stata un’intellettuale, scrittrice, attivista, poeta e insegnante statunitense, una vera donna oltre il consueto che ci ha lasciati nel 2021. Lo pseudonimo scritto in minuscolo non è frutto di una svista. Deriva dal nome della bisnonna materna ed era così che desiderava fosse riportato: già questo può evocare molte suggestioni. Tante le pubblicazioni, gli articoli accademici e i contributi che ci ha lasciato, purtroppo ancora non tutti tradotti in lingua italiana.

Insegnare comunità (Meltemi, 2022) tradotto da Feminoska è il saggio in cui l’autrice prosegue le riflessioni sull’insegnamento già avviate in Insegnare a trasgredire, proponendo un concetto di educazione come pratica democratica. Le sue opere risentono della realtà americana in cui l’autrice ha vissuto e lavorato, ma è facile estendere anche alle nostre realtà le idee e le pratiche che hook suggerisce come necessarie.

bell-hooks-insegnare-comunitabell hooks alterna tratti autobiografici a spunti di riflessione su come l’insegnamento dovrebbe essere ripensato, non solo nei pensieri e nelle parole ma soprattutto tradotto nelle azioni. Suggerisce quanto sia importante esportare l’apprendimento in ogni ambiente, senza limitarlo all’interno delle pareti di un’aula. Sottolinea l’importanza di stimolare il pensiero critico, capace di produrre contro narrazioni all’indottrinamento dominante. Sollecita un’educazione diffusa che si spogli dell’autoritarismo elitario che può solo disumanizzare l’apprendimento togliendo la magia e la passione di imparare, studiare e aprirsi a nuovi mondi.

Le riflessioni di bell hooks partono dal razzismo, per poi estendersi alle altre possibili forme di discriminazione di genere, classe e nazionalità. Un invito a decolonizzare le nostre menti e azioni dal pensiero binario per un orientamento verso il pensiero complesso della molteplicità. Il sottotitolo del testo, Una pedagogia della speranza, è un importante richiamo grazie al quale l’autrice ricorda le preziose parole di Paulo Freire. Grazie alla speranza che riusciremo a trasmettere sarà possibile credere che vale la pena di fare il prossimo passo, di quanto le nostre azioni quotidiane abbiano un senso e che c’è sempre una via d’uscita.

Un testo insolito per lo stile particolare dell’autrice che lo rende accessibile anche a chi non si occupa professionalmente di educazione. I suoi spunti non sono infatti rivolti solo agli addetti ai lavori, ma a tutti coloro che credono che il cambiamento sia possibile. Anche questo è un modo per prendersi cura del nostro pazzo mondo e di chi lo abita, proprio come ha fatto bell hooks.

Paola Giannò

Foto in alto: bell hooks

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