La poesia nel dì di domenica: versi sciolti di Alba Avesini #1

Alba Avesini - Poesia
Da Asterix a Jacques Brel e Georges Brassens: «Io sono una donnetta veronese/ma tutti i giorni studio un po’ francese…»

«Io sono una donnetta veronese/ma tutti i giorni studio un po’ francese…» Alba Avesini, la poeta che ci accompagnerà queste domeniche, aveva carisma e un allure decisamente francese: «Io mi ostino a sembrare la ragazza liberty/con la riga da una parte nei capelli lunghi/e la collana di vetrini colorati a specchio/poi un vestito a fiorellini modello Cacharel.» Come si vestiva, la grazia con cui si muoveva, la sua riservatezza e la compostezza saltavano subito agli occhi di chi la incontrava. Il suo fascino discreto e intrigante conquistava tutti.

Lavorava come traduttrice, ovviamente dal francese: molti albi di Asterix pubblicati in italiano portano la sua firma. Ha tradotto anche i principali cantautori francesi, come Jacques Brel o Georges Brassens. Per anni è stata un punto di riferimento nel Club Tenco insieme al marito Enrico de Angelis, giornalista e critico musicale che di Tenco è stato direttore artistico per molto tempo.

Alba era una donna molto discreta, piuttosto schiva ma molto determinata. Con lo sguardo comunicava malinconia, dolcezza, allegria, disappunto. Adoravo il suo modo di vestire, come teneva i capelli, e più volte stando con lei ho pensato che se avessi avuto una figlia l’avrei chiamata Alba. E così è stato.

Queste domeniche desideriamo ricordarla perché proprio in gennaio, vent’anni fa, ci ha lasciatə. Non è stato facile scegliere due poesie dal libro Poesie e filastrocche che il marito e l’amica-sorella Francesca hanno pubblicato nel 2013 dopo un lavoro paziente di raccolta. È edito da Scripta e oltre ai suoi scritti trovati su quaderni e foglietti sparsi contiene bellissimi disegni di Luigi Scapini e riproduzioni di Chagall che amava molto. Quello che colpisce sono la sua leggerezza profonda, la sua lieta malinconia, la sua discrezione e la sua ironia, a volte tagliente, che permea alcune filastrocche.

La prossima settimana la lettura della poesia sarà preceduta da un ricordo di Marco Ongaro, cantautore veronese, che ad Alba ha dedicato una delle sue più belle canzoni. Per La poesia nel dì di domenica di questa settimana ho scelto la lirica che potete ascoltare grazie all’elaborazione video di Debora Menichetti.

Serena Betti

In alto: Alba Avesini, collage

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Più stelle che cielo
questa sera
l’oscurità si guasta
incrinata di luci compatte
Esitante d’allegria
di tristezza tenace
la mia anima porosa
insegue l’impronta d’avorio
di assolate vacanze
che la notte stempera
avidamente

Più stelle che cielo
scintille eccitanti
l’ibrido umore
che mi trapassa

Felicità è un seme
nel solco avvilito

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