Solstizio d’estate. La magia di un rito: l’acqua e l’olio di San Giovanni

acqua di san giovanni
Dedicato alle donne conoscitrici di erbe curative, che nel passato divennero le streghe dell’immaginario collettivo. Un aspetto caratteristico della magia naturale apparentabile alla più moderna erboristeria è l’utilizzo di erbe, fiori, piante, semi, radici, acqua, olio, filtri, fumigazioni, rituali, azioni, parole per risolvere problemi relativi alla salute, ai sentimenti, alle scelte più pratiche della vita.

Sono diversi anni che la mattina del 24 giugno appena mi sveglio mi lavo mani e viso con l’acqua di San Giovanni. Ma da quando vivo in campagna questo bellissimo e profumatissimo rito è diventato ancora più bello! In città raccoglievo qualche fiore sul balcone e  un po’ di erbe aromatiche. Ora invece prendo un cesto e le cesoie e vado nei  campi qui intorno alla ricerca di fiori ed erbe selvatiche.

Tarassaco, carote selvatiche, malva, iperico, cicoria, rosa canina, cipollaccio, topinambur, achillea, ombelico di venere, nigelle, margherite, nontiscordardime e altri fiori di cui non conosco il nome riempiono il cesto di colori: bianco, lilla, azzurro, rosa, giallo.  Aggiungo qualche fiore del giardino, gigli, le prime dalie, passiflora, delle  rose  e un po’ di erbe aromatiche come timo, rosmarino, origano e nepitella. Metto tutto il mio raccolto in una grande bacinella piena d’acqua  e mescolo con le mani. È una sensazione intensa e gioiosa che mi riporta un po’ all’infanzia. Poi copro la bacinella con un velo leggero perché non entrino insetti e la lascio tutta la notte sul muretto di fronte a casa perché assorba i benefici della luna e della rugiada. La mattina del 24 filtro l’acqua, la metto in bottiglie di vetro, mi lavo viso e mani e poi… porto una bottiglia sopra la testa e faccio scendere l’acqua sui capelli e su tutto il corpo: una doccia fredda, tonificante, profumatissima che oltretutto, come vuole la tradizione popolare, l’acqua di San Giovanni ha un effetto benefico perché protegge da malattie, porta fortuna e prosperità.

Acqua di San Giovanni
Acqua di San Giovanni

La notte compresa tra il 23 e il 24 giugno è infatti considerata magica e sacra  da millenni. A essere sincera non so quanto l’acqua di San Giovanni sia piena di virtù curative. È un rito festoso che ho sempre amato, che aspetto di vivere ogni anno e che consiglio e ricordo a tutte le amiche. Ma l’olio di San Giovanni ha moltissime proprietà fitoterapiche. È un olio dal colore rosso scuro, che si ottiene dalla macerazione dell’iperico, il cui utilizzo è molto efficace per piccole ustioni, rossori, punture di insetti, eritemi o scottature solari. È ottimo anche come doposole. Quando si raccolgono i fiori di iperico per fare l’olio? Il 24 giugno, per l’appunto.  E così dopo la doccia e una buona colazione riprendo il mio cesto e le cesoie. Torno nei campi e raccolgo l’iperico. Stendo le cime dei suoi fiori giallo oro su uno strofinaccio e le lascio asciugare al sole per un paio d’ore. Poi le metto in un vaso di vetro e  le copro con dell’olio di oliva quasi fino all’orlo. Non tappo subito il barattolo; i primi dieci giorni lo chiudo con una retina fermata da un elastico e lo lascio su un muretto ben esposto al sole per far sprigionare tutti i suoi principi attivi, ricordandomi di scuoterlo ogni tanto. Dopo un mese filtro questo bellissimo olio dal profumo inconfondibile  e lo verso in piccole bottiglie. È pronto per essere usato, quando serve, o come regalo.

Il 23 e 24 giugno sono giorni intensissimi, almeno per me, ma per nulla al mondo rinuncerei a queste tradizioni. L’olio è un po’ complesso per chi vive in citta ma consiglio vivamente di provare l’acqua di San Giovanni: inebriatevi di euforia e festeggiamo insieme il solstizio d’estate.

Serena Betti

Foto in alto: acqua di San Giovanni

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