Sara Innocenti: l’inflorencer che diffonde bellezza

Sara Innocenti
Non è un errore di stampa, avete letto bene! Non è una “semplice” guida turistica e nemmeno una normale “influencer”. Lei “influenza” su Firenze.

Sara Innocenti ha coniato il termine Inflorencer e parla dei tesori di Firenze in pillole di pochi minuti. Lo scopo è quello di rendere l’arte argomento di tutti, con un occhio attento alle donne del passato. Incontro Sara Innocenti in un bar per un piacevole aperitivo all’aperto, è un bel pomeriggio di maggio, il tramonto è ancora lontano alcune ore e il continuo affluire di persone ci racconta del desiderio di ricominciare una vita più normale, oltre l’incubo del covid. Davanti a un paio di bicchieri freschi e colorati, cominciamo la nostra chiacchierata.

Sara, parlaci un po’ della tua formazione.

«Ho studiato Lingue con indirizzo Storia dell’Arte a Pisa, poi, non volendo intraprendere la strada dell’insegnamento, ho deciso di conseguire la certificazione come guida turistica, una specie di master, se vogliamo. Mi piacerebbe anche fare la specialistica in Storia del Rinascimento, dato che Firenze ne è la culla, ma per adesso il lavoro non mi permette di realizzare questo sogno.»

Com’è nata l’idea di diffondere la cultura dell’arte sui social?

«È nata mentre stavo facendo il corso di guida turistica. L’intento è quello di utilizzare la mia conoscenza di Firenze non solo per i turisti, ma anche per condividere l’arte con persone che considerano il mondo artistico un argomento noioso e sopravvalutato. Con questo intento sono nati il sito e i profili Instagram e Facebook

È per questo, quindi, che i tuoi video non superano mai la durata di qualche minuto.

«Esatto, per arrivare anche a coloro che non starebbero mai ore ad ascoltare un discorso su un quadro, per esempio. L’idea è quella di dare informazioni, anche essenziali o scarne, e suscitare interesse e curiosità senza annoiare. L’arte è elitaria, purtroppo, ma è così bella che la sua diffusione è diventata un mio scopo.»

Un detto di Confucio recita: scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno. Ti rispecchia?

«Ti rispondo con un aforisma di John Lennon: la vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti. In realtà non mi sarei mai immaginata di fare quello che faccio. Nei miei programmi c’era andare a vivere negli Stati Uniti, ci ho anche soggiornato per un po’ di tempo dopo il liceo, poi sono tornata a Firenze per studiare all’università e alla fine sono diventata guida turistica, cosa che mi ha fatto riscoprire un grande amore per la mia città.»

Andando a curiosare suoi tuoi social ho scoperto il progetto Ali di Venere, di cosa si tratta?

«Ali di Venere è nato con uno scopo rivendicativo. Studiando storia dell’arte, studiando Firenze, mi sono resa conto che, nelle mie guide, parlavo sempre di uomini. Cosimo dei Medici, Michelangelo, Leonardo, Brunelleschi, Giotto… Tutto girava intorno a figure maschili, quindi mi sono detta: perché non mettere un po’ in luce anche le donne che sono esistite e hanno avuto la loro importanza? Ho trovato l’appoggio di bravissime artigiane e abbiamo dato vita a una linea di abbigliamento e una di gioielli (rigorosamente fatti da maestri orafi fiorentini con materiali di pregio quali argento 925 e bronzo) che racconta di queste eroine

Progettavi altro e sei diventata guida turistica, trovi un modo accattivante e social per diffondere l’arte e crei un progetto che rivendica il valore delle donne fiorentine (ma non solo). Ma qual è il grande progetto di Sara Innocenti?

«Il mio grande sogno è viaggiare, visitare ogni angolo del mondo, e come meta ultima andare a vivere e lavorare negli Stati Uniti.»

Concludiamo il nostro aperitivo e ci salutiamo, Sara si allontana camminando avvolta in una giacca rossa che le dona moltissimo e io salgo in macchina rinvigorita dal desiderio di scoprire le bellezze di Firenze e la grandezza delle donne che l’hanno abitata.

Serena Pisaneschi

Foto in alto: Sara Innocenti

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